martedì 17 gennaio 2012

Dossier: i possibili illeciti di Unicredit - come procedere per il risarcimento

PAS-FermiamoLeBanche (scrivi a info@PAS-FermiamoLeBanche.it) intende proporre un'azione giudiziaria di massa al fine di proporre un giusto ristoro (indennizzo e\o risarcimento) da parte di Unicredit per gli illeciti perpetrati a danno dei suoi piccoli risparmiatori e correntisti.

Gravi vicende sembrano consumarsi indisturbatamente, o peggio ancora, con l’avallo degli organi deputati al controllo ed alla vigilanza del sistema finanziario e bancario, ovvero della Consob e della Banca d’Italia.

Appare ormai chiaro che gli organismi deputati al management della società hanno praticato, specie negli ultimi anni, una politica di investimenti avventata, bruciando in pochi mesi i risparmi affidatigli da migliaia di piccoli fiduciosi investitori, fornendo ai propri risparmiatori informazioni parziali o distorte in ordine allo stato di salute ed alla solidità della società, anche al fine di manovrare strategicamente la loro sfiducia/fiducia e di assicurare a gruppi di poteri forti di mettere a segno in maniera fraudolenta ingenti guadagni, a scapito dei piccoli risparmiatori.
Quella degli ultimi giorni legata all'avvio da parte di Unicredit della più grande ricapitalizzazione bancaria di Piazza Affari è solo l’ennesima farsa truffaldina che si sta consumando a danno dei piccoli risparmiatori e dei correntisti.
A partire da lunedì 9 gennaio 2012 gli azionisti Unicredit possiedono due titoli: l’azione vera e propria, ed il diritto ad acquistarne altre due di nuova emissione, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, al prezzo di Euro 1,943 (valore stabilito dal CdA il 4 gennaio 2012).

Pressioni per vendere titoli Stato


Cannata spara a zero sulle agenzie di rating. Il direttore generale del Tesoro, Maria Cannata, nel corso di un'audizione alla commissione Bilancio della Camera, ha rivelato che alcune banche hanno ricevuto pressioni sia dalle agenzie di rating sia dalle Autorità di vigilanza affinché riducano l'esposizione verso i titoli di Stato per evitare di compromettere la loro capacità di finanziarsi sul mercato.
La Cannata non ha fornito dettagli, ma nel corso dell'audizione si è mostrata critica verso l'Eba, l'Autorità bancaria europea, che ha imposto alle principali banche europee di ricapitalizzarsi per neutralizzare le potenziali perdite di portafoglio sui titoli di Stato: "la decisione dell'Eba ha avuto un effetto molto pesante sul nostro mercato". 
Le "richieste dell'Eba di rafforzamenti patrimoniali al fine di compensare la valorizzazione a mark to market dei portafogli di investimento a scadenza" hanno infatti determinato "considerevoli difficoltà da parte delle banche italiane", ha aggiunto il direttore generale del Tesoro. Come conseguenza, i soggetti italiani hanno incrementato con riluttanza il loro portafoglio per non dover far fronte ad aumenti di capitale basati su fattori contingenti.
La Cannata ha anche fatto sapere che una delle tre più importanti agenzie di rating ha chiesto al Ministero di eliminare l'automatismo che lega le valutazioni alle scelte dei portafogli: "l'agenzia ci ha detto: vogliamo essere liberi di dare le nostre valutazioni senza sconquassi". E' chiaro che l'agenzia vuole scrollarsi di dosso qualsiasi responsabilità, ma è altrettanto chiaro che si dà "troppo peso" alle agenzie di rating. 
La stessa decisione di Standard & Poor's di declassare l'Italia è stata giudicata da molti investitori e analisti eccessiva e inconsistente. Quindi per la dirigente di via XX settembre è arrivato il momento di un'agenzia di rating pubblica internazionale, difficile certo da organizzare, "ma se non ci si mette mai si riuscirà". 
Gli Stati però non dovrebbero essere giudicati da privati. La Cannata non vede tanto bene un'agenzia pubblica europea perché potrebbe essere percepita come locale e partigiana, come quella cinese, l'ideale sarebbe invece un'agenzia "pubblica e veramente internazionale".
Soprattutto ora che, anche dopo la decisione di Standard & Poor's (il rating italiano è sceso a BB+ da A), il quadro rimane ancora molto delicato con effetti sulle decisioni di investimento degli operatori istituzionali ancora da approfondire e vagliare. Paradossalmente, ha osservato ancora, il declassamento da parte di S&P non sembra avere influito significativamente sulle fluttuazioni "molto sensibili" dello spread Btp-Bund (oggi a 469 punti base).

lunedì 16 gennaio 2012

Allam: un errore il sostegno a Monti, svenderà l’Italia



Lettera aperta a Benedetto XVI: 

un errore il sostegno a Monti, 

svenderà l’Italia al dio euro




Mi permetto umilmente di scriverle, da semplice fedele che ha avuto il dono immenso di suggellare l’incontro con Gesù con il battesimo ricevuto dalle sue mani nella sontuosità della Basilica di San Pietro circa 4 anni fa, un evento straordinario che ho descritto come il giorno più bello della mia vita. La sua testimonianza di Papa che più di altri ha incarnato il binomio indissolubile di fede e ragione, è stata per me il faro che mi ha illuminato dentro facendo maturare la scelta della conversione al cristianesimo.
Proprio da cristiano ho ancor più apprezzato l’altro binomio indissolubile di verità e libertà, che da sempre ha ispirato l’insieme del mio percorso esistenziale sin da quando ero musulmano, all’insegna dell’esortazione evangelica “conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (Gv 8,32) e “sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,33-37).
Ebbene da cristiano fedele alla sola verità in Gesù, da persona depositaria di valori non negoziabili alla vita, alla dignità e alla libertà, da italiano che ama ed è fiero dell’Italia che mi ha consentito di essere pienamente me stesso, mi permetto di manifestarle con estremo rammarico la mia profonda perplessità all’accoglienza da lei riservata a Mario Monti, legittimando pienamente la sua discutibile figura politica quale espressione dei poteri finanziari forti da lei più volte denunciati, esaltando ed incoraggiando acriticamente il suo operato proprio nel momento in cui cresce l’opposizione della maggioranza dei cittadini preoccupati per il proprio posto di lavoro e per il futuro dei nostri figli.
Sono rimasto attonito leggendo le parole con cui lei ha accolto Monti: “Voi avete cominciato bene in una situazione difficile e quasi insolubile”. Che cosa intende Sua Santità per “bene”? Il ripristino della tassa sulla prima casa maggiorata del 60% dopo la rivalutazione degli estimi catastali? L’aumento dell’età pensionabile in modo retroattivo violando i patti con milioni di cittadini? L’aumento dell’Iva e del prezzo dei  carburanti che hanno fatto impennare il costo della vita? L’imposizione di un regime di polizia fiscale che controlla tutti i conti correnti e affida obbligatoriamente alle banche le transazioni superiori ai mille euro? Un piano indiscriminato di liberalizzazioni che si tradurrà nel regalare l’Italia alle multinazionali e agli squali nostrani devastando le micro, piccole e medie imprese che attualmente rappresentano il 97% del nostro sistema produttivo e che si reggono primariamente sull’istituto della famiglia naturale?
Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha precisato che nei colloqui che Monti ha avuto con il Papa e con il Segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, “ci sono stati attenzione e incoraggiamento per un’azione difficile, che costa sacrifici, per fronteggiare la crisi economica: un impegno notevole anche dal punto di vista morale”. Sua Santità, cosa è che incoraggia e a quale impegno morale fa riferimento? La prospettiva a cui vorrebbe condurci Monti è l’adesione incondizionata ad un super-Stato europeo in cui l’Italia, dopo aver svenduto la propria sovranità monetaria, verrà spogliata della sovranità nazionale perché non solo la gran parte delle leggi ma anche la politica finanziaria, di bilancio ed economica verranno decise centralmente da un super-ministro che risponderà del suo operato alla Germania, alla Banca Centrale Europea, alla Commissione Europea e al Fondo Monetario Internazionale. A quel punto l’Italia non avrà più bisogno né di un Parlamento, che si è già auto-commissariato, né di un governo nazionale che è già espressione di un colpo di stato finanziario affidato a Monti che non a caso è Consulente internazionale della Goldman Sachs, membro del Comitato consultivo di alto livello per l’Europa di Moody’s, membro del Consiglio Direttivo del “Gruppo Bilderberg”, Presidente della lobby belga “Bruegel”, Presidente del Gruppo Europeo della “Commissione Trilaterale”.
Sua Santità, l’Europa a cui vorrebbe consegnarci Monti è quella che si prostra al dio euro ed è sottomessa alla dittatura del relativismo. Esattamente l’opposto dell’Europa Cristiana Libera sognata da Schumann, Adenauer e De Gasperi. Spero di cuore in un suo messaggio chiarificatore che faccia venir meno il disorientamento suscitato dalle sue parole nei fedeli cristiani e nelle persone di buona volontà. http://www.ioamolitalia.it/2012/01/lettera-aperta-a-benedetto-xvi-un-errore-il-sostegno-a-monti-svendera-litalia-al-dio-euro/

Sicilia Paralizzata (TGR Sicilia)

Sicilia Paralizzata (TGR Sicilia) from Morena Zingales on Vimeo.

LE RIVOLTE POPOLARI "CONTROLLATE" DAI SERVIZI SEGRETI



Molte persone credono ingenuamente che molte delle rivolte popolari che si sono manifestate in diversi Paesi nel corso di questi anni siano partiti davvero dal basso, dai cittadini stessi, i quali stanchi del regime\governo che li comandava si siano poi organizzati in un movimento compatto che ha poi rovesciato il potere, instaurando un governo eletto dalla volontà popolare.
Purtroppo non è così!
La maggior parte delle rivolte sono organizzate dai SERVIZI SEGRETI e molte di queste hanno una matrice comune che deriva dal movimento serbo OTPOR.
Otpor è stata costituita il 10 ottobre 1998, in risposta alle leggi repressive studentesche\universitarie. In principio, le attività di Optor si limitavano all' Università di Belgrado.
Otpor (resistenza), la potente “armata” giovanile serba che, facendo sue le idee del politologo americano Gene Sharp, stratega delle rivolte civili nonviolente, contribuì alla cacciata di Slobodan Milosevic nell’ottobre 2000.


Il suo logo è il pugno chiuso, lo stesso che trovate sulle bandiere delle recenti rivoluzioni arabe o in Occupy-WallStreet.

L'OBIETTIVO:  La matrice OPTOR serve a minacciare tuttora i regimi che l'amministrazione americana considera "non democratici", attraverso la complicità della CIA e della Freedom House (una ONG americana, finanziata direttamente dal governo USA).


Oggi il movimento OTPOR ufficialmente non esiste più, dopo l’adesione di una parte dei militanti al partito del presidente Boris Tadic e la costituzione di un “Centro per la resistenza nonviolenta” che esporta la via serba alla rivoluzione democratica. Aleksandar Maric è il ministro degli esteri della nuova organizzazione. Ha formato i giovani di KMARA (“Abbastanza!”), l’organizzazione georgiana che ha pilotato la “rivoluzione delle rose” contro Shevardnadze ed ha passato mesi, insieme alle centinaia di osservatori indipendenti coordinati dalla ONG americana Freedom House, a dare istruzioni nonviolente ai militanti di PORA (“E’ tempo”) in vista delle decisive elezioni presidenziali in Ucraina.

Tuttavia, guardando alle esperienze di Otpor, Kmara e Pora, esce un quadro poco incoraggiante. Tutti e tre questi gruppi, una volta vinta la rivoluzione, furono assorbiti dai partiti dell’opposizione o entrarono in crisi.


I militanti dell'Otpor vorrebbero dimenticare il nome di Robert Helvy? Questo colonnello americano in pensione ha tenuto all'inizio del 2000, presso l'hotel Hilton di Budapest, dei corsi intensivi sui metodi di combattimento nonviolento ai membri serbi dell'Otpor.
Helvy ha ammesso una volta di fronte ai media serbi di essere stato convocato da rappresentanti dell'Istituto internazionale repubblicano (IRI) a Washington, che gli hanno spiegato che lavoravano con dei giovani in Serbia, e che sarebbe stato interessante se lui li avesse formati nelle tecniche di resistenza nonviolenta, cosa che avrebbe permesso loro di raggiungere i propri scopi.
Avrebbe dovuto addestrare i giovani di Otpor alla grande battaglia che li attendeva. Come ha rilevato il Washington Post, i servizi di polizia di frontiera serba hanno all'epoca rilevato che un sorprendente numero di giovani andava a visitare il monastero serbo di Sent Andrej, in Ungheria. La loro effettiva destinazione era naturalmente l'hotel Hilton sulle rive del Danubio a Budapest.
Stanko Lazendic riconosce che il colonnello Helvy ha partecipato ai seminari. "Ma quando noi siamo andati laggiù, non abbiamo mai pensato che potesse lavorare per la CIA. Quello che lui ci ha insegnato, noi ora lo insegniamo ad altri. Come creare un movimento d'opinione contro il regime attraverso il materiale di propaganda o le manifestazioni di piazza. Ora si dirà sicuramente in Ucraina e in Bielorussia che tutto ciò è messo in piedi da agenti della CIA. I servizi segreti ucraini sono al corrente dei seminari da noi tenuti, perché i media ne hanno ulteriormente rivelato i contenuti. Nei media di Stato Maric ed io siamo presentati come gli ispiratori di un colpo di stato. Viene spiegato che noi abbiamo il nostro centro direzionale in Georgia e che io sono il capo dei formatori inviati laggiù."
L'ONG americana Freedom House ha assunto Lazendic e Maric come consiglieri speciali per i movimenti giovanili in Ucraina. Lo scopo ufficiale? Lo sviluppo della società civile.

DIFFIDATE quindi da tutte quelle rivolte che, nonostante sembrano partire "dal basso", vengano ampiamente pubblicizzate sui mass-media e soprattutto hanno il logo del pugno chiuso (matrice Otpor); sono movimenti che si spacciano come "popolari", mentre invece sono ben organizzati strategicamente dall'alto per rovesciare tutti quei governi che si oppongono ai piani di egemonia americana.

GB, lo yuan sbarcherà presto nella City



«La City londinese potrebbe molto presto diventare ufficialmente un centro offshore per lo yuan, la moneta cinese». Ad esserne convinto è Robert Peston, caporedattore economico della BBC, secondo il quale un annuncio potrebbe effettuato nei prossimi giorni. Anche il Financial Times ha confermato la notizia, avendo scritto che George Osborne si appresta a firmare oggi stesso un accordo con Hong Kong.

Si tratterebbe di un gigantesco business per la piazza finanziaria britannica, stimato dal quotidiano francese Les Echos in un miliardo di sterline di ricavi supplementari. In concreto, saranno le banche inglesi a sviluppare un mercato in yuan. E pazienza se molte persone nel Regno Unito hanno già storto il naso, ricordando i problemi legati ai diritti umani in Cina.

Quest’ultima, da parte sua, avrà tutto da guadagnarci. Sebbene l’economia asiatica sia infatti ormai la seconda a livello mondiale, la valuta locale è ancora un nano sul mercato monetario mondiale, che rappresenta un volume di scambi di 4 mila miliardi di dollari al giorno. Per questo a partire dal luglio del 2010 le autorità di Pechino hanno autorizzato lo scambio di yuan a Hong Kong, dove numerose multinazionali hanno già cominciato ad emettere debito nella valuta cinese. Il salto a Londra sarà però gigantesco, al confronto: basti pensare che la City rappresenta circa il 37% dell’intero mercato dei cambi globale, due volte più di New York.

Bankitalia, Tarantola e altri sette indagati


L'INDAGINE

Bankitalia, Tarantola e altri sette
indagati sul caso dei titoli tossici

Nuovo filone dell'inchiesta della procura di Trani. Sotto accusa il comportamento del vice direttore generale e degli ispettori della banca centrale che non segnalarono alla Consob la pericolosità dei derivati di tipo 'swaps' che hanno portato sul lastrico centinaia di imprenditori

di GIOVANNI DI BENEDETTO, REPUBBLICA TRANI - La procura di Trani ci prova di nuovo. Dopo l'inchiesta sui prodotti finanziari di Banca 121, poi assorbita dal Monte dei Paschi di Siena, in cui fu indagato e poi prosciolto l'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, sotto la lente di ingrandimento del magistrato Antonio Savasta, finisce ora la vice direttore generale del palazzo di via Nazionale a Roma, Anna Maria Giuseppina Tarantola. Con lei, altri 7 ispettori della Banca d'Italia, tra cui Simonetta Iannotti e il capo Stefano Mieli, coinvolti nell'indagine che ha portato al sequestro dei prodotti finanziari "tossici" messi sul mercato dal Banco di Napoli, oggi nel gruppo Intesa San Paolo, e in un solo caso dal Monte dei Paschi di Siena. "La Banca d'Italia ha svolto gli
approfondimenti del caso -  trapela dall'istituto centrale - fornendone puntuale informativa all'autorità giudiziaria e alla Consob, sull'operativà dei derivati di tipo 'swap' oggetto dell'indagine della Procura di Trani commercializzati dalle banche alle imprese". Da Via Nazionale "si esprime così la massima fiducia nell'operato della Magistratura e si confida che essa accerterà la piena insussistenza degli addebiti ipotizzati a carico di propri esponenti e dipendenti. L'azione della vigilanza, si rileva, è sempre improntata all'esclusivo perseguimento delle finalità istituzionali, nel pieno rispetto della legge".

LEGGI "Duecento ditte sul lastrico per i derivati", 60 indagati tra funzionari e direttori di banca

Si tratta dell'altro filone dell'inchiesta che vede 61 funzionari indagati a vario titolo per truffa aggravata ed estorsione. Il riserbo degli inquirenti è strettissimo, la notizia è trapelata da ambienti di Procura e non viene smentita. Secondo quanto si apprende dai verbali, gli ispettori di Bankitalia, nonostante sapessero dei rischi che derivavano dalla commercializzazione dei derivati del tipo "swaps", avrebbero favorito la loro vendita non segnalando all'autorità competente, la Consob, fatti rilevanti per la loro inibizione o sospensione. Le ispezioni all'esame degli investigatori sono quelle relative agli anni 2006 e 2008 e nell'atto conclusivo la stessa Tarantola, nella sua qualità di direttore centrale per la vigilanza creditizia e finanziaria, scrive: "Questo istituto non ha ravvisato, per i profili di competenza, aspetti di rilievo sanzionatorio amministrativo". Così facendo, si deduce, gli organi ispettivi non avrebbero impedito l'aggravarsi dei danni che tale attività ha arrecato alla clientela. A riceverne vantaggi, invece, sarebbe stato il Banco di Napoli, del gruppo Intesa San Paolo, alla cui testa, fino allo scorso mese di novembre, c'era l'attuale ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera. La commercializzazione dei derivati, a detta degli investigatori della guardia di finanza e dello stesso capo della procura di Trani Carlo Maria Capristo, in alcuni casi avrebbe gettato sul lastrico gli imprenditori del nord barese convinti di aver sottoscritto contratti di assicurazioni non speculativi.

I contratti sotto accusa sono quelli del tipo "interest rate swap", tra i più moderni strumenti di finanziamento delle imprese, che così si impegnano a pagare un tasso fisso, ricevendo in cambio un tasso variabile, pagando o incassando la differenza. Tutto questo non accadeva, secondo la guardia di finanza, perché la ventilata copertura dell'eventuale rischio rialzo dei tassi di interesse si rivelava un autentico raggiro e il cliente pagava molto di più rispetto a quanto non incassato dallo scambio. Tra le vittime ci sono aziende agroalimentari, farmacie, calzaturifici, sale ricevimenti, imprese di costruzioni, anche le Terme di Margherita di Savoia e la società di informatica Exprivia di Molfetta, quotata in Borsa. Nei casi più gravi le banche avrebbero eseguito transazioni con i loro clienti.
 
(15 gennaio 2012)


domenica 15 gennaio 2012

Ecco come le banche uccidono le economie del terzo mondo e adesso lo stanno facendo con noi


John Perkins per oltre 20 anni economista in una delle principali società di consulenza ingegneristica, la Chas.T.Main, di Boston. 

Successivamente imprenditore nel settore della produzione di energia elettrica e scrittore. Il suo libro più conosciuto è Confessions of an Economic Hit Man "Confessioni di un sicario dell'economia" - (2004)

Dal libro: "I sicari dell'economia sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi Paesi in tutto il mondo. Riversano il danaro della Banca Mondiale, dell'Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e di altre 'organizzazioni umanitarie' nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di quel pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma che in quest'epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni".

Si deve prendere coscienza delle reali politiche intraprese da governi, banche, società petrolifere, CIA, potere politico locale corrotto; e ben più grave è che gran parte dell'opinione pubblica non e' al corrente di niente.


Disobbedienza Fiscale: i Presupposti Dimenticati, è ora di Riscoprirli!


Articolo di Oscar Giannino da Chicago Blog

E’ tempo di riscoprire i presupposti della disobbedienza fiscale. Pubblica e organizzata. Befera e l’Agenzia delle Entrate ed anche Equitalia non c’entrano. Chi manda bombe e proiettili, è il nostro nemico e deve smetterla al più presto. Perché ci sono cascati tutti o quasi. Per l’ennesima volta. Ed è anche per questo che nutro una considerazione sempre più elevata per Attilio Befera, il capo dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, e per la sua squadra che da anni ha mutato assetto organizzativo, efficacia e risultati concreti della lotta all’evasione, in perenne crescita.
Non è un camaleonte perché confermato da sinistra e destra, come ha titolato La Stampa, perché in un Paese iperammalato di spoil system se Visco e Tremonti gli hanno dato fiducia è solo per i risultati concreti. E non è vero che la lena delle Entrate si è attenuata quando non c’era Visco, come l’intemerato deus ex machina fiscale della sinistra ha tuonato in un’intervista dopo Cortina. Al contrario, Befera coglie nel segno non solo perché il recuperato fiscale è cresciuto sempre e raddoppiato in cinque anni superando gli 11 miliardi in 12 mesi. Va a segno anche perché si è fatto aumentare i poteri sia dalla destra che dal governo dei tecnici.
E perché l’azione delle Entrate si svolge anche con un abile occhio agli echi mediatici delle sue iniziative. Dai vip dello sport alle star dello spettacolo ai vacanzieri di Cortina, l’incazzatura dei lavoratori dipendenti soggetti senza scampo al sostituto d’imposta è assicurata. Ma il problema non è Befera e non sono i suoi. Fanno tostamente il loro mestiere. Il viso dell’arme è ciò che lo Stato chiede loro. Servono lo Stato.
Il problema è la politica, che dello Stato scrive le leggi fiscali. Anzi i decreti legge, le circolari e i regolamenti, in violazione dell’articolo 23 della Costituzione che prescrive la riserva di legge assoluta per i nuovi tributi. Il problema è la giustizia, che tanto in Cassazione quanto alla Corte costituzionale ha accumulato una terrificante giurisprudenza a senso unico, per la quale in materia fiscale lo Stato ha praticamente sempre ragione. Ha sempre ragione, anche quando asimmetricamente pretende per sé un rispetto assoluto dei tempi di versamento e del quantum gli si deve, mentre per pagare le fatture dovute ai privati o per il rimborso dei crediti fiscali impiega discrezionalmente anni. Ha sempre ragione, anche quando stabilisce e pretende che per la sola temeraria decisione del contribuente di accedere a contenzioso fiscale, questi debba versare allo Stato subito un terzo di ciò che lo Stato pretende e che i contribuente contesta, con in più oneri e aggi.
Ha sempre ragione, anche se nel contenzioso il giudice tributario non è affatto terzo rispetto a contribuente ed Entrate, ma di fatto parte esterna e concomitante dell’amministrazione tributaria.
Ha sempre ragione, anche quando con il governo Monti lo Stato dispone il pieno accesso delle Entrate non solo ai conti bancari con relativi saldi, ma a qualunque operazione bancaria da parte di chiunque. Col che in nome della lotta all’evasione e al riciclaggio passiamo da una foto statica del patrimonio e dei saldi bancari di noi tutti all’integrale film comportamentale di qualunque cosa facciamo per ogni singola unità di tempo. In maniera che un pm potrà anche solo da una successione di operazioni bancarie nel tempo incardinare fascicoli identificandoli come ipotesi di reato. E la Costituzione, dove la mettiamo?

Lopez imita Mario Monti

sabato 14 gennaio 2012

Agenzie di Rating: prostitute finanziarie


Standard & Poor's, Moody's e Fitch sono PROSTITUTE FINANZIARIE
Esse sono le piu' famose agenzie di rating, si dividono il mercato della valutazione del rischio determinando spesso le sorti degli emittenti messi sotto analisi.
Abbiamo assistito ad un taglio del rating di due gradini per Italia, Spagna e Portogallo. Francia e Austria hanno perso la «tripla A», vale a dire il giudizio di massima affidabilità sui mercati, mentre l'Italia scende da A a BBB+, lo stesso livello di affidabilità di Perù e Colombia, Irlanda, Russia e Kazakhstan. 
Tali Agenzie di Rating sono delle PROSTITUTE FINANZIARIE perchè agiscono in conflitto di interessi, in quanto società private pagate dagli stessi organismi (pubblici o privati) verso i quali emettono il loro giudizio. 
Nel caso degli Stati, procedere ad un declassamento del debito significa far perdere la fiducia che quello Stato possa ripagare i suoi creditori; la conseguenza: il Paese è costretto ad offrire Titoli di Stato a rendimenti più elevati (quindi maggior debito) per renderli "appetibili" sul mercato, affinchè tali titoli possano essere acquistati.
Ecco perchè si sta appunto discutendo al Parlamento europeo di fare una riforma che possa limitare il potere delle agenzie di rating, con misure che sospendano il rating per i Paesi in piena crisi debitoria, ma soprattutto la possibilità per gli investitori di chiedere alle autorità giudiziarie una condanna per danni nel caso in cui le agenzie abbiano commesso colpe nei loro giudizi. 

Ma al Parlamento Europeo fingono di limitare i danni o stavolta faranno sul serio? 
Evidentemente hanno dimenticato i casi Parmalat e Lehman Brothers (che avevano rating positivissimi), oppure gli ottimi rating che si davano ai mutui subprime che hanno portato ad una crisi economica devastante. 
Tutti i governi ormai, dagli Usa all'Europa, accusano le agenzie di aver peggiorato la crisi attraverso tagli del rating, correlati tra l'altro da giustificazioni per nulla convincenti.

Gli sciacalli del F.M.I. e le prostitute del rating sarebbero schiacciate sotto il peso dell'indifferenza in sistema economico basato sulla SOVRANITA' MONETARIA, ossia la moneta emessa direttamente dallo Stato, senza bisogno di "intermediari privati"; invece ci si riduce per piegarsi alle folli ideologie di istituzioni private, non elette democraticamente dal alcun cittadino, dalle quali facciamo dipendere la nostra politica monetaria e, quindi, anche la nostra vita.

Unicredit: class action di PAS-FermiamoLeBanche!


‎*** Questa mattina abbiamo il piacere di darvi un'OTTIMA NOTIZIA; PAS-FermiamoLeBanche PROMUOVERA' UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT!!!

Il Comitato non ha ancora preso vita, visto che l'incontro costitutivo è fissato per il 4 Febbraio; tuttavia visto la gravità della situazione, il Coordinamento provvisorio ha deciso di assumere questa iniziativa per offrire supporto ai cittadini frodati, privi di punti di riferimento.

Questo perché - citando le parole dell'avv. Marra, "non è stata commessa una sola illiceità, ma è fraudolenta l'intera strategia speculatoria di questa gentaglia con drammatiche conseguenze a danno di milioni di persone."

Non si tratta di una vera e propria "class action", poiché questa possibilità non è contemplata dalle nostre leggi, bensì di un'azione giudiziaria di massa fatta di tante singole, personalizzate e ben più incisive cause, azioni restitutorie e risarcitorie!!! Gli Avvocati di FermiamoLeBanche stanno lavorando per definire la questione, ovviamente non mancheremo di aggiornarvi nei prossimi giorni; tutte le informazioni inerenti all'iniziativa saranno pubblicate sul sito www.PAS-FermiamoLeBanche.it a partire dai prossimi giorni.

Dobbiamo DIFFONDERE AL MASSIMO LA NOTIZIA per farla conoscere ai cittadini frodati, in modo che abbiano la possibilità di far valere i loro diritti: PAS-FermiamoLeBanche ha diramato un comunicato stampa, tuttavia è stato *CENSURATO* (vi sorprende?) da TUTTI I MASS MEDIA!!! 

I cittadini frodati interessati alla class action possono chiedere informazioni all'indirizzo email info@PAS-FermiamoLeBanche.it o al n. 393/2039457

Concorri alla lotta contro le banche iscrivendoti al PAS-FermiamoLeBanche -"Comitato promotore del referendum per l'abrogazione delle sei leggi regala soldi alle banche e la lotta al signoraggio bancario"

Info e adesioni su www.FermiamoLeBanche.it - www.PAS-Fermiamolebanche.it

A bordo del Titanic euro

La finanza è il virus che, inseritosi nei circuiti della moneta, ha trovato i suoi territori favorevoli di coltura nelle economie capitalistiche di mercato. All’abbattimento delle resistenze immunitarie del mercato hanno contributo la mercificazione della produzione e del consumo e, in parallelo, la loro crescente monetizzazione. I cambiamenti istituzionali che hanno accompagnato questi processi nella forma dell’impresa e dello Stato, sono la spia del cambiamento dei rapporti di potere e dei gruppi che hanno pilotato nelle varie epoche storiche queste trasformazioni. Non aver tenuto sufficientemente conto di questa interazione – tra finanza e potere, tra economia e politica – è la ragione sia del determinismo strutturale prevalente nelle correnti critiche, sia del volontarismo panglossiano di parte del riformismo e istituzionalismo nostrano. Quando, ovviamente, sia l`uno che l`altro non siano invece espressione, come accade di sovente, di furbizie opportunistiche. Questo libro offre una vasta panoramica di questi fenomeni. Ridando una dimensione storica sia alla riflessione teorica sia alla politica. Un’operazione utile in un momento in cui le urgenze – vere e allarmistiche dell’economia – sono dettate dal nuovo connubio realizzatosi tra economie europee e poteri finanziari internazionali. Pertanto, nel rinviare il lettore alla lettura dei testi che qui fanno seguito, questa prefazione mette al centro i fenomeni in corso della crisi delle economie di mercato e dei sistemi monetari europei determinati dalla introduzione dell’euro.

venerdì 13 gennaio 2012

Il colpo di stato sobrio di Mario Monti


Il governo Monti è destinato a «passare alla storia» più di quanto non lo sia il decennio berlusconiano appena trascorso. Ciò che, infatti, è avvenuto con il conferimento dell’incarico ad un tecnico di Bruxelles non è stato che un "coup d’état" deciso da «poteri forti» in parte estranei al nostro Paese e guidato dal presidente della Repubblica. 
  Certo non un colpo «alla sudamericana», un golpe, con tanto di ingresso di fucili e militari nell’emiciclo del Parlamento. «Colpo di Stato», del resto, non indica di per sé un rivolgimento violento, quanto un’ «esecuzione che precede la sentenza», come lo definì il libertino Naudé, che coniò l’espressione a metà del Seicento.
Cosa significa? E cosa è accaduto in Italia, in questi mesi? Semplicemente quello che tutti (o quasi) si ostinano a negare. È accaduto che, con una manovra di palazzo, è stata realizzata la transizione costituzionale dalla Seconda alla Terza repubblica, da un sistema politico bipolare ad un ridimensionamento del potere dell’Assemblea a favore del presidente della Repubblica, dal parlamentarismo ad un presidenzialismo ancora da definire nei suoi contorni istituzionali, ma di fatto già all’opera con questo «governo del presidente». Non vi è infatti alcun dubbio sul fatto che il capo dello Stato da «custode della Costituzione» si è trasformato in guida politica dello Stato.


  Si doveva, ovviamente, iniziare con l’eliminazione di Berlusconi, il quale - a dispetto delle apparenze - è stato in Italia colui che ha compiuto, e parimenti portato alla sua dissoluzione, il potere parlamentare: mai il nostro Parlamento era stato più potente e, nel contempo, più bloccato. Il rovesciamento di questo potere è cominciato con un tentativo di erosione dall’interno: Gianfranco Fini. Si è poi tentato con l’assalto alla vita privata del capo del Governo, ma anche questo si è rilevato insufficiente. Berlusconi è stato, infine, sconfitto, per una sorta di quelle ironie della storia che sono tutt’altro che infrequenti, sul reale campo dal quale dipendeva: gli affari. Si è puntato alla rovina del fondamento economico del suo potere, attaccando le sue aziende e l’intera economia del Paese con lo spread aumentato ad arte (lo spread è iniziato a salire dai primi giorni di luglio, 244. È poi ridisceso, senza mai tornare ai valori di luglio, ad agosto, 298. Poi non si è più fermato. Punto massimo, la seconda settimana di novembre, 553). 


  Berlusconi non ha reagito. Giulio Cesare lo avrebbe fatto se, come racconta Svetonio, ai giovani indebitati consigliava: «Per il vostro caso il rimedio è la guerra civile». Ma, se in Cesare - come scrive ancora Svetonio - «c’erano molti Marii» (multos Marios inesse), in Berlusconi ce n’era solo uno, di Mario: Monti. 


Mario Monti Goldman Sachs Paolo Becchi Claudio Messora Byoblu Byoblu.com
Immagine elaborata da Paolo Neupaul Palmacci


  Monti sapeva benissimo che la sua entrata in campo poteva avere successo solo se lo spread continuava a salire: e infatti lo spread è salito. Ed il «colpo di Stato» è riuscito. Il potere parlamentare è stato portato al punto in cui si è rovesciato in modo indolore, con il suo stesso consenso. Si è così perfezionato il potere esecutivo, il quale è sorto in modo parassitario e antidemocratico come parassitario è, del resto, la base su cui poggia: l’aristocrazia finanziaria, la quale - a differenza della borghesia industriale - nelle sue forme di guadagno e nei suoi piaceri non è che «la riproduzione del sottoproletariato alla sommità della società borghese», come aveva genialmente intuito Carlo Marx
 Strane corrispondenze della storia, quando Marx descrive i poteri della Francia di Luigi Filippo, in cui «l’indebitamento dello Stato era l’interesse diretto della frazione della borghesia che governava e legiferava per mezzo delle Camere. Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all’aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull’orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli”.
  Certo, dobbiamo sostituire la parola «borghesia» (in Italia, del resto, c’è mai stata una borghesia?). Ma per il resto, dunque, niente di nuovo o quasi sotto il sole. Finora banchieri e finanzieri (Monti & Company) si erano limitati a governare indirettamente, nascondendosi dietro la maschera della rappresentanza dei politici, oggi hanno preso il posto ufficiale di questi ultimi: sono loro non più a ispirare, ma a governare.


  Bisognava però almeno salvare le apparenze. Con un atteggiamento tipico di tutti i «catilinari», la preoccupazione maggiore di Monti è stata quella di conquistare il potere con mezzi legali. In un’opera di Brecht, anche il capo di una banda di gangster comanda ai suoi seguaci: «Il lavoro dev’esse legale». A ben vedere, è tutto già spiegato nel pamphlet avanguardistico del 1931 di Curzio Malaparte, “Tecnica del Colpo di Stato”. Con la repentina nomina a senatore a vita (Paolo Emilio Taviani, nella Prima Repubblica, ci impiegò un anno e mezzo, il tecnico un paio di ore) Monti ha potuto, oltre che garantirsi l’immunità a vita, legittimarsi quale espressione, in qualche modo, della stessa Assemblea. Ed è così che il Parlamento diventa complice necessario del colpo di Stato: accetta il fatto compiuto, e lo legalizza formalmente. Come nella strategia bonapartista - cito ancora Malaparte - l’«obiettivo tattico» resta la conquista dello Stato attraverso il Parlamento, ossia attraverso la legalità (la farsa, a questo punto, del voto di fiducia, bulgaro, tipico dei regimi totalitari). Deve cadere un’ultima illusione: quella del presunto «stato di necessità» che avrebbe reso indispensabile questo colpo di Stato, come se si trattasse di una misura per la salus rei publicae (ndr: la salute della cosa pubblica). Come spiegava Malaparte, le circostanze favorevoli al colpo di Stato moderno non sono necessariamente di natura politica o sociale: nell’epoca della tecnica, il colpo di Stato è un problema eminentemente tecnico.

  Nel nostro caso, «tecnico» non significa di «tattica insurrezionale », ma che la riuscita di un colpo di Stato dipende dal coordinamento tecnico di decisioni prese al livello di quei poteri forti invisibili, impalpabili, ma onnipresenti, che ormai intervengono nella vita dei popoli quando e come vogliono. Nel momento in cui il potere politico si livella su quello finanziario, il colpo di Stato diventa sempre possibile, e a tal punto facile da realizzarsi che quasi nessuno se n’è reso conto.

Paolo Becchi
Professore di Filosofia del Diritto,
Università di Genova
[Libero 12/01/2012 - p.6]
Paolo Becchi - Università di Genova - Filosofia del Diritto - byoblu.com

Comitato FermiamoLeBanche: il 4 Febbraio a Roma l'incontro costitutivo


Cari iscritti, premesso che, anche grazie al movimento di informazione nocensura.com (250.000 iscritti Facebook e oltre 1.000.000 di contatti mensili sul blog), siamo ora vicini alle 5.000 iscrizioni, vi prego tutti di divenire promotori di una campagna rivolta far esplodere questi numeri, perché – in questo deserto di veri progetti politici e culturali – e forti come siamo dei nostri programmi, bastiamo per scatenare una campagna che ci porti a ciò a cui dobbiamo tendere: sgominare le cosche opportunistiche, sclerotiche e filo-bancarie che appestano il Parlamento e vincere le prossime politiche.

-La gente, infatti, nonostante sappia dell'urgenza di cambiare, esita per ora a dare forza a coloro che, come noi, il cambiamento saprebbero produrlo davvero; ma l'imminente crollo dell'illusione Monti è destinato a causare un profondo cambio di scenario al quale dobbiamo tenerci pronti.

-Poiché poi molti propongono numerosi altri obiettivi (oltre all'abrogazione delle sei leggi regala-soldi e la lotta al signoraggio), abbiamo formulato lo schema di adesione come un'adesione anche al PAS, per poter così perseguire sia tutte le iniziative che ci vengono sollecitate che quelle che propone il PAS, illustrate nel documento che invierò, perché sia discusso e votato, non appena ne avrò completato la revisione (è del 1987).

Salgado (Banco Espirito Santo): «Il sistema bancario Ue non funziona»


Le banche portoghesi, così come altri istituti europei, potrebbero trovarsi a dover fronteggiare una crisi di liquidità «brutale». E ciò potrebbe verificarsi nonostante la maxi-operazione di rifinanziamento da 489 miliardi di euro avviata nello scorso dicembre dalla Banca centrale europea. 
A lanciare l’ennesimo allarme sulle condizioni del settore bancario è stato, ieri, il direttore generale di Banco Espirito Santo, Ricardo Salgado. «A creare le condizioni per una drammatica penuria di capitali non saranno le politiche dell’Eurotower bensì la mancanza di fiducia nel sistema», ha aggiunto il dirigente, intervenendo in una conferenza.

Lisbona, d’altra parte, “combatte” da tempo con il problema delle banche locali. Il Portogallo è infatti uno dei tre Paesi dell’Eurozona che ha dovuto ricorrere ad un piano di aiuti congiunto di Ue e Fondo monetario internazionale, proprio in ragione della crisi del settore finanziario.

Salgado, che guida il primo gruppo del Paese, ha poi recitato una sorta di mea culpa, ammettendo che buona parte dei capitali ricevuti dagli istituti di credito del suo Paese non sono stati utilizzati per concedere prestiti, il che ha minato la capacità di recupero dell’economia. «Ciò dimostra - ha dichiarato senza mezzi termini - che il sistema bancario europeo non funziona, dal momento che non concede sufficienti crediti».

FONTE

IL SIGNORAGGIO: UNA GUERRA INVISIBILE CONTRO IL POPOLO

giovedì 12 gennaio 2012

Class Action contro UNICREDIT ?


AZIONE GIUDIZIARIA DI MASSA CONTRO UNICREDIT
PAS-FermiamoLeBanche (scrivi a info @ PAS-FermiamoLeBanche . it) sta organizzando contro Unicredit, non una generica class-action, bensì un'azione giudiziaria di massa fatta però di tante singole, personalizzate e ben più incisive ed economicamente rilevanti azioni restitutorie e risarcitorie.
È infatti vox populi che, sotto l'occhio spento della Consob, si sia concretizzata un'immane quanto illecita speculazione, dapprima, attraverso la 'sapiente' strategia di riduzione al lumicino della capitalizzazione Unicredit a furia di scientifici colpi di vendita e vari altri espedienti, e, da ora, attraverso la non meno sapiente strategia che la vedrà trasformata, con il suo immenso patrimonio, in un boccone-regalo per i vampiri della finanza planetaria.
Sotto l'occhio spento, dicevamo, della CONSOB, i cui 'processi' non son altro, anche questa è vox populi, che chirurgie assolutorie rivolte a null'altro che 'legittimare' l'illegittimo.
Questo con il sostegno 'morale' del silenzio/assenso di gente come il bilderberghino Monti e il suo governo. Monti che, da un lato, finge di credere «solide» le banche italiane; dall'altro, finge di non capire che - non solo le tasse, ben lungi dall'essere bellissime (lo diceva Padoa Schioppa, ma in realtà era anch'egli un 'illuminato' membro del Bilderberg), sono invece illecite e vanno abolite mediante la nazionalizzazione delle banche sia centrali che di credito, ovvero mediante l'abolizione del crimine del signoraggio bancario, di cui sono il velenoso frutto; e dall'altro ancora finge di non sapere che, per di più, le banche evadono da sole le tasse per importi multipli di tutte le tasse sia evase che pagate dal resto della società (vedi il doc. sul signoraggio dal sito di cui sopra).
Ma, ciò detto, è ora utile raccogliere, con l'aiuto dei cittadini frodati, tutto il materiale e le informazioni possibili (inviali alla nostra mail), sia per approfondirli e rispondere specificamente, che per redigere atti e documenti intorno ai quali raccogliersi per recuperare il recuperabile bucando la corazza di collusioni mediatiche, politiche, giudiziarie e istituzionali, che hanno reso possibile un simile disastro in una società talmente ricca che (incredibilmente) il problema è che di tutto c'è troppo.
Atti, documenti e informazioni che verranno via via pubblicati su www . PAS-FermiamoLeBanche . it, dove abbiamo creato anche un apposito forum, per consentire, sempre ai fini delle strategie da adottare (anche politiche e mediatiche, oltre che giudiziarie), lo scambio di opinioni e di informazioni.
Atti e documenti che devono servire a evidenziare come, oltre alle specifiche violazioni vere e proprie commesse nei confronti dei singoli investitori o in generale, sussistono gravi illiceità già in una serie di attività che la banca ha compiuto come fossero ordinarie 'prassi'.
Ciò allo scopo di poter così sostenere l'illiceità dell'intero rapporto e chiedere, secondo le situazioni, la restituzione delle somme di cui la banca si è appropriata indebitamente e/o il risarcimento dei danni per le perdite che ha causato.
Un altro elemento di forza contro la banca è l'eventuale presenza di rapporti di affidamento in conto corrente, perché è ormai giurisprudenza consolidata che le banche si approprino indebitamente, specie in relazione ai fidi, di ingenti somme, sicché sarà possibile utilizzare anche questo per dimostrare la complessiva illiceità del suo comportamento per aver illegittimamente lucrato nelle operazioni che fa sui fidi, sia in generale, che nel prelievo o accredito di somme di cui al commercio dei titoli.
Senza contare la possibilità di recuperare di per se stesse le somme di cui si appropria indebitamente sui fidi, che spesso, sommandosi, negli anni, risultano essere ben maggiori delle somme di cui ha causato la perdita in seguito al crollo del valore dei titoli.
Ti invitiamo nel mentre a rafforzarci, anche nel tuo personale interesse, concorrendo alla nostra lotta contro le banche con l'iscriverti, da www . PAS-FermiamoLeBanche . it, o dal link di www . nocensura . com, al PAS-Comitato promotore del referendum per l'abrogazione delle sei leggi regala soldi alle banche e la lotta al signoraggio bancario.
Ti invitiamo altresì a intervenire, sabato 4 febbraio 2012, alle ore 11.30, al teatro Quirino, in Roma, via delle Vergini 7, dove terremo un incontro operativo del quale pubblicheremo i dettagli con una nuova circolare e nel quale tratteremo anche delle iniziative da assumere nelle azioni contro l'Unicredit.
Il Coordinamento provvisorio
_______________________
Vedi anche il lancio d'agenzia su AGENPARL: http://seigneuriage.blogspot.com/2012/01/unicredit-class-action-di-pas.html

Questo DEBITO è D-E-T-E-S-T-A-B-I-L-E




Debtocracy, è un video-documentario che afferma questa tesi: il debito pubblico non va pagato perché contratto contro gli interessi dei cittadini. E di conseguenza i diktat di Fmi e della Bce vanno rispediti al mittente senza troppi ringraziamenti.
Prodotto e diffuso tramite internet cerca di capire come è stato accumulato l'enorme debito pubblico del paese e punta il dito contro i responsabili. 

Dopo il suo inaspettato successo, il dibattito è esploso.

Il documentario denuncia i "complici" di questo fallimento. 
I primi ministri e i ministri delle finanze degli ultimi dieci anni in Grecia sono presentati come i responsabili di una serie di connivenze che hanno spinto il paese nel precipizio.
Si serve inoltre dei casi dell'Ecuador e dell'Argentina per sostenere la tesi secondo la quale il rapporto di un comitato di esperti può essere utilizzato come strumento di negoziazione per cancellare una parte del debito e il blocco degli stipendi e delle pensioni.

Banche, ecco l’ultimo regalo di Merkel e Sarkoz




Sapete chi vuole fortemente la Tobin Tax, chi ne è il sacerdote e il principale lobbysta? Speculatori e banche. Già, non sono impazzito, è un dato di fatto. Direte voi: ma come, ogni volta che Sarkozy e la Merkel pronunciano quella formuletta, la Borse crollano e sarebbero banche e speculatori a essere felici? Sì. E vi spiego perché. Al netto dell’ignoranza su certe materie, dubito che Cip e Ciop non abbiano dei consiglieri economici e finanziari, quindi devono sapere che ormai, a livello globale, solo il 30% degli scambi avviene tramite Borse regolamentate, il resto è tutto over-the-counter, cioè su piattaforme private non regolamentate. Capite da soli, quindi, l’esiguità che questa tassa tutta moraleggiante e votata al politically correct porterebbe realmente nelle casse degli Stati o dell’Europa (ci andate voi, infatti, a tassare l’over-the-counter, il regno della segretezza assoluta?).
Stando alle stime dei Tobin-entusiasti, un’aliquota dello 0,05% su ogni singola transazione, che si tratti di derivati o meno, porterebbe un introito su base annuale pari a 655 miliardi di dollari a livello mondiale, di cui 300 dall’Europa. Non è vero: se va bene, parliamo della metà, ma siamo ancora molto ottimisti. Secondo quei sapientoni della Commissione europea, invece, le operazioni azionarie dell’Eurozona che avvengono attraverso piattaforme over-the-counter sono di poco superiori al 10% del totale: wishful thinking. Con oltre 20mila miliardi di dollari negoziati quotidianamente a livello globale, in costante aumento, la vera torta è lì, non a Piazza Affari o a Wall Street o a Londra. E dove tassano i geni di Parigi e Berlino? Nelle piazze regolamentate, dove ormai si negoziano quattro noccioline, due banane e poco più: vi prendono in giro, amici miei.
In compenso, i nostri cari amici politici, i quali non stanno più nella pelle per l’occasione di fare un favore alle banche (Sarkozy ha le presidenziali quest’anno e la Merkel non ride leggendo i sondaggi), passando contemporaneamente per filantropi con l’opinione pubblica, hanno lasciato mano libera alla lobby dell’International swap&derivatives association, l’associazione degli operatori over-the-counter, la quale ha chiesto, e ovviamente ottenuto, la revisione della proposta di risoluzione presentata il 16 novembre del 2010 al Parlamento europeo (su richiesta della Commissione Ue per il mercato interno) al fine di regolamentare le dark pool e gli altri Mtf (Multilateral trading facility). Eh già, non lo sapevate? E come sono riusciti a ottenere la revisione? Intervenire su quei mercati avrebbe creato problemi di liquidità in un momento già grave per la crisi greca, questo l’argomento molto convincente utilizzato.