venerdì 20 gennaio 2012

L'interrogazione UE contro Mario Monti



L'interrogazione UE contro Mario Monti sul Bilderberg e sulla Trilaterale

Mario Monti Commissione Trilaterale Gruppo Bilderberg Emma Bonino Commissione Santer Dimissioni Mario Draghi Claudio Messora Byoblu Byoblu.com
 Il 4 aprile 2003 l’eurodeputato Patricia McKenna deposita un’interrogazione parlamentare in cui chiede chiarimenti in merito alle partecipazioni di Mario Monti, commissario UE alla competitività, alle conferenze del gruppo Bilderberged alla sua qualità di membro della Commissione Trilaterale. Questo il testo depositato al parlamento UE.
« I Commissari Mario Monti, Erikki Liikanen, Pedro Solbes Mira, Gunther Verheugen, Antonio Vitorino e Frederik Bolkestein hanno, in passato, partecipato a riunioni del Gruppo Bilderberg e sono, pertanto, membri di fatto, dato che vengono mantenuti informati sulle sue attività. Romano Prodi, Presidente della Commissione, è stato membro del comitato direttivo di tale gruppo negli anni '80, epoca in cui il Presidente della BCE, Wim Duisenberg, era tesoriere. Tre Commissari sono o sono stati membri della Commissione Trilaterale: Mario Monti, Chris Patten e Pedro Solbes Mira.
 Può la Commissione indicare il nome dei Commissari che parteciperanno alle prossime riunioni del Gruppo Bilderberg e della Trilaterale, precisare se essi parteciperanno a nome della Commissione o a titolo apparentemente privato e se beneficeranno di indennità giornaliere o di altri rimborsi per le spese associate a tali riunioni? Può la Commissione assicurare che tali adesioni vengano menzionate nella dichiarazione di interessi finanziari di ogni Commissario? »

Movimento dei Forconi su Servizio Pubblico

Sandro Ruotolo ci racconta la protesta dei "forconi" in diretta da Caltanissetta, dando voce ai suoi protagonisti. Chi sono davvero? Non sono solo gli autotrasportatori a protestare: sono studenti, disoccupati, agricoltori... Ma visti gli interessi in gioco, non ci sarà il rischio di infiltrazioni mafiose? Servizio pubblico decima puntata del 19 gennaio 2012. Decimo appuntamento con il programma di Michele Santoro, dedicata alla fase due del governo Monti. Ospiti in studio Benedetto Della Vedova, Alessandra Mussolini e il segretario della Fiom Maurizio Landini, Marco Travaglio e Vauro.



giovedì 19 gennaio 2012

L'Avv. Alfonso Luigi Marra ci illustra la "class action" contro Unicredit


L'avv. Alfonso Luigi Marra ci illustra l'azione giudiziaria di massa nei confronti di Unicredit promossa dal Comitato PAS-FermiamoLeBanche, volta a far restituire ai cittadini frodati i soldi persi in quella che sembra un'operazione speculativa;

·  Avvocato abbiamo appreso la notizia che PAS-FermiamoLeBanche promuoverà una class action contro unicredit: ci illustra l'iniziativa?
Allora, innanzitutto precisiamo che non si tratta di una generica class action, ma un'azione giudiziaria di massa fatta di singole, incisive ed economicamente rilevanti azioni restitutorie e risarcitorie basate sulla ricostruzione della intera posizione creditizia verso la banca anche in relazione a credito frutto di rapporti di conto corrente o di affidamento. Nel caso di Unicredit non è stata commessa una sola illiceità, ma è fraudolenta l'intera strategia speculatoria di questa gentaglia, che sta producendo conseguenze drammatiche a danno di milioni di famiglie italiane ... 
· Come è nata l'idea di un'azione giudiziaria di massa?
Abbiamo deciso di intervenire per offrire tutela alle persone frodate da Unicredit le quali, circuite dalla disinformazione mediatica, non sanno cosa fare.

Pignoramenti, si avvicina l'accordo Usa-banche


Potrebbe finalmente essere arrivata l'ora del maxi-patteggiamento che risolverebbe le controversie sulle pratiche di pignoramento adottate dalle banche statunitensi. L'ha dichiarato ieri Shaun Donovan, segretario alla Casa e allo sviluppo urbano dell'amministrazione di Barack Obama.
Dopo un anno di negoziati – ha spiegato – i procuratori generali degli Stati americani sarebbero ormai «molto vicini» a un accordo con Ally Financial, Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase e Wells Fargo. Al centro della questione è soprattutto il “robo-signing”, ovvero la pratica di affidare ai sistemi automatici le procedure di revisione dei singoli dossier, per poi mettere in atto i pignoramenti. L'accordo dovrebbe comportare una revisione del saldo della somma capitale dei mutuatari: a beneficiarne sarebbe circa un milione di famiglie. Gli effetti positivi si andrebbero a ripercuotere sul settore immobiliare e, di conseguenza, sull'andamento dell'economia. Alcune famiglie danneggiate dagli errori nelle procedure di pignoramento potrebbero essere rimborsate direttamente dalle banche.
Le cifre in gioco ovviamente cambieranno a seconda di quanti Stati aderiranno all'accordo. Ma in ogni caso si parla di numeri stratosferici: almeno 19 miliardi di dollari. Cifra che potrebbe aumentare ancora se fossero incluse anche le banche regionali, che tuttavia al momento si stanno regolando separatamente. Va detto però che non è la prima volta che la conclusione delle trattative sembra prossima: in passato è sempre stata bloccata da improvvisi ostacoli.

Monte dei Paschi: è rischio nazionalizzazione


Fari puntati su Monte dei Paschi, che rischia sempre di più di la nazionalizzazione "parziale o totale". E' quanto afferma un articolo del Financial Times, che riporta le preoccupazioni delle autorità di regolamentazione europee. 
Insieme a Commerzbank, spiega il quotidiano britannico, MPS potrebbe infatti non essere capace di presentare piani credibili sul miglioramento del proprio capitale, tanto che le stesse autorità affermano che "una iniezione di mezzi freschi" da parte dell'Italia -nel caso di Monte dei Paschi- e dalla Germania -nel caso di Commerzbank - "è quasi inevitabile". Si tratta, ha detto un funzionario, "di grandi casi".
Gli stress test che sono stati lanciati lo scorso dicembre dallo European Banking Authority (Eba) hanno messo in evidenza per MPS un bisogno di capitale di 3,3 miliardi di euro; nel caso di Commerzbank, il buco sarebbe di 5,3 miliardi. 
Entrambe le banche non hanno rilasciato alcun commento sul rischio che debbano bussare alle porte dei relativi stati, e anzi hanno insistito sulla loro capacità di risolvere la questione. 

Tra le banche europee più importanti, recentemente solo Unicredit, la banca numero uno per asset, ha lanciato un'operazione di aumento di capitale. Gli analisti intervistati dal Ft sottolineano però che il forte tonfo del titolo seguito all'annuncio rappresenta per altri istituti di credito un deterrente nell'andare nella la stessa direzione.

Forti, dunque, i timori sul futuro di MPS, che secondo il Financial Times è al rischio maggiore di essere costretta, almeno, a una nazionalizzazione parziale. Tre fonti di mercato hanno affermato che in questo caso, interverrebbe la Cassa Depositi e Prestiti, che potrebbe fornire fondi o direttamente alla banca o indirettamente, attraverso il principale azionista, la Fondazione Monte dei Paschi.

FONTE

Movimento dei Forconi e riscatto del Sud


Il movimento dei forconi è il riscatto del Sud
di Pino Aprile - 18/01/2012


Fonte: cadoinpiedi 
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=42012


forconi-movimento-mega
Li ho incontrati alla scuola di politica di Filaga sui monti Sicani. Mi dissero: siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un leader.
Ed io risposi: guardate che non ho fatto neanche il militare!
Non rivogliono il Regno delle due Sicilie ma sono stanchi di essere depredati e di recitare il ruolo di “Bancomat d’Italia”.


In Sicilia il Movimento dei Forconi blocca la regione. I giornali ignorano il fatto. E c'è chi ipotizza strani legami politici dietro queste proteste. Lei cosa ne pensa?


Ogni volta che il Sud protesta, e vi assicuro che ha tonnellate di ragioni per farlo, si trova sempre qualche motivo per infamare le ragioni della protesta. Io a questo movimento ho dedicato un capitolo del mio ultimo libro "Giù al sud", quando non ne parlava nessuno. Li avevo incontrati alla scuola di politica diFilaga sui monti Sicani, creata da padre Ennio Pintacuda, e avevo scoperto un mondo di cui l'Italia non sa nulla, perché se il Sud non è mafia, non è camorra, non è notizia.
Mi raccontarono che in 3 anni, su 200 mila aziende agricole, 50 mila erano state sequestrate, messe all'asta; mi raccontarono di gente che da generazioni coltivava quelle terre, che era scomparsa dall'oggi al domani in silenzio per pudore...tragedie vissute nel silenzio, all'interno delle famiglie. 
Qualcuno mi si avvicinò e mi disse: noi siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un leader e io risposi: guardate che non ho fatto neanche il militare! 
Questo è emblematico del grado di disperazione di questa gente. 

Il Regno delle due Sicilie era ricchissimo. Poi l'impoverimento, la fuga del Sud. Un'emigrazione che continua anche oggi. Perché?

Ci sono almeno tre argomenti enormi nella sua domanda. Il primo, è l'impoverimento del Sud, un territorio che è esistito per oltre 700 anni con quei confini, con quella gente, e che il Regno delle due Sicilie ereditò e poi gestì per 127 anni. Per chi voglia fare dei paragoni, 127 anni è più di quanto è durato il Regno d'Italia, 85 per i Savoia, è più di quanto è durata la Repubblica italiana, è quasi quanto sono durati il Regno d'Italia e la Repubblica italiana messi insieme. Quella era una dinastia divenuta autoctona, perché creò le prime aree industriali in Italia: basta andarsi a leggere i documenti de "L' Invenzione del mezzogiorno" scritto da Nicola Zitara, e anche tanti altri libri. 
L'invasione del sud con annessione comportò la distruzione dell'economia del Sud, la chiusura dei più grandi stabilimenti siderurgici d'Italia che erano in Calabria, l'eccidio, con sparatorie, delle maestranze che volevano impedirlo, la devastazione delle più grandi e efficienti officine meccaniche d'Italia che erano nel napoletano, l'asportazione dei lingotti d'oro, della ricchezza del Regno delle due Sicilie. Tutto questo comportò una ventina d'anni dopo, oltre alla reazione armata di quelli che furono chiamati briganti, che agivano per difendere il proprio paese, l'abbandono della propria terra da parte dei meridionali, un fatto questo che non era mai accaduto in decine di millenni. L'emigrazione dal sud, secondo varie stime, ha portato via 20/25 milioni di meridionali in 90 anni
Rispetto al passato oggi è cambiato poco o nulla. Un esempio? Il Comitato interministeriale di programmazione economica divide le quote da sbloccare, che spesso sono soldi destinati al sud, per 200 quote e destina 199 quote al nord e una al sud. Con Monti le quote, anche perché i soldi sono diminuiti, sono state circa 40, di cui 39 al nord e una al sud e in tutto il programma di Monti non c'è una parola per il sud. E poi ci si meraviglia delle proteste? I cittadini del Sud vogliono solo rispetto, attenzione ed essere considerati alla pari degli altri cittadini di questo paese
Del movimento dei forconi fanno parte anche i pastori sardi, guidati da Felice Floris. Ricordo che quando ci furono 100 mila forme di parmigiano invendute, l'allora governo a trazione leghista le fece acquistare con i soldi destinati al mezzogiorno; quando ci fu il pecorino invenduto per i sardi, l'allora governo mandò la polizia a spaccare le teste dei sardi a randellate in Sardegna, e quando i sardi presero il traghetto per andare a Roma, li aspettarono sul molo a Civitavecchia a spaccargli le teste preventivamente, prima ancora che arrivassero nella Capitale a manifestare. 
I soldi che hanno usano per il parmigiano erano stati stanziati per il sud! Poi ci si meraviglia se la gente si organizza...In Sicilia il movimento dei forconi ha cominciato a protestare dopo l'ennesimo suicidio di un signore che si è lanciato dalla sua terrazza con una corda legata al collo. 

E' ipotizzabile che la crisi economia spazzi via l'Italia e riporti ad assetti pre-unitari?

Queste sono sciocchezze che tendono a nascondere la serietà e la profondità delle argomentazioni per cui il sud protesta
Dal Meridione sono andati via negli ultimi 10 anni 700 mila giovani laureati. In qualsiasi paese qualunque governo di destra o di sinistra si sarebbe occupato di questo problema. La verità è che nessuno lo vuole risolvere, perché questo è un affare per una parte del paese. Solo per far studiare i suoi figli e poi regalarli al nord, il sud spende circa 3 miliardi di Euro all'anno. Come dimostrano gli studi fatti sull'argomento, formare un laureato costa dalle scuole materne alla laurea 300 mila Euro, ma per quelli fuori sede la cifra aumenta di circa 100 mila. 23 mila studenti meridionali ogni anno si spostano al nord, fate voi i conti. 
Una laurea dura in genere, sono calcoli de "Il Sole 24 ore" circa 7 anni, moltiplicate per 7 e avrete il salasso del sud a favore del nord per regalargli una classe dirigente a proprie spese. Questo solo per l'istruzione. Poi pensiamo ai trasporti: sono stati cancellati da un improponibile, impresentabile amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato tutti, ma proprio tutti, i treni diretti sud - nord, il paese è stato spezzato in due nell'anno del 150° anniversario della cosiddetta unità. E ancora, il 90% degli aerei che partono dal sud deve pagare pedaggio a Malpensa, solo per far vivere un aeroporto che non doveva esistere. Per andare da Palermo a Tunisi bisogna prendere l'aereo per Malpensa e poi da Malpensa andare a Tunisi. Dovrà finire questa porcheria! 
Un ultimo aneddoto, che ho raccontato nel mio libro "Terroni": alcuni miei amici di Bari per andare a Milano si vedevano costretti a pagare all'Alitalia un biglietto più costoso del Bari -New York. Allora, per risparmiare, compravano il biglietto per New York, arrivavano a Malpensa, scendevano, strappavano il biglietto e andavano a Milano! Il sud è il Bancomat d'Italia, continuamente insultato con l'epiteto di "ladro". In realtà, è l'unico caso al mondo nella storia dell'umanità di un ladro che più ruba e più si impoverisce, di un derubato che più viene derubato e più si arricchisce. Ci sarà qualcosa di strano?


Ultimissima:
SCIOPERO TIR: STUDENTI SICILIANI CON GLI AUTOTRASPORTATORI (ANSA) - PALERMO, 19 GEN - Attraverso i social network gli studenti siciliani hanno dato vita a un coordinamento, spontaneo e apartitico denominato 'Studenti siciliani in Lottà, in appoggio alla protesta dei lavoratori delle varie categorie, protagonisti della rivolta in atto in Sicilia. Domani gli studenti siciliani delle scuole superiori diserteranno le aule e si riverseranno nelle piazza di tutta l'Isola. «In particolare - si legge, in una nota - gli studenti si uniranno ai blocchi stradali dislocati nelle varie provincie siciliane. A Palermo si raduneranno alle 10, in piazza Indipendenza, per protestare contro l'incapacità del governo regionale di difendere i legittimi interessi del territorio, delle categorie e dei lavoratori siciliani». Il coordinamento 'Studenti siciliani in lottà, inoltre, annuncia che, dalla prossima settimana, occuperanno le scuole, qualora le richieste del comitato 'Forza d'urtò non dovessero essere accolte. (ANSA). COM-FAN 19-GEN-12 10:56..

Milano: Gdf negli uffici di Standard&Poor's


Milano, la Gdf negli uffici di Standard&Poor's. Indaga la procura di Trani

FOTO AFP
13:12 -

Operazione degli uomini della guardia
di finanza nella sede milanese
nell'agenzia di rating Standard &
Poor's. Le Fiamme gialle stanno
compiendo alcune verifiche. Gli
accertamenti sono stati disposti
dalla Procura della Repubblica di
Trani, che ha in corso da tempo
un'inchiesta nei riguardi dell'agenzia
di rating.
In particolar modo, Standard e Poor's e Moody's sono accusate di aver
manipolato il mercato con ''giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti''
sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. Nell'inchiesta -
secondo quanto è finora noto - vi sono sei indagati: tre analisti ''con
funzioni apicali'' di S&P, uno di Moody's e i responsabili legali per l'Italia
delle due agenzie.

I tre analisti di S&P sono accusati, oltre che di ''manipolazione del mercato'', anche
di ''abuso di informazioni privilegiate'' per aver ''elaborato e diffuso'', nei mesi di
''maggio, giugno e luglio 2011 - anche a mercati aperti - notizie non corrette (dunque
false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema
economico-finanziario e bancario italiano''.

Indagini anche sull'ultimo declassamento
L'inchiesta avviata nell'estate scorsa - da quanto si è appreso - prende ora in
considerazione anche l'ultimo declassamento del rating diffuso da S&P il 13
gennaio.
Negli uffici milanesi di Standard e Poor's, insieme con i militari della guardia di
finanza, c'è anche il pm inquirente, Michele Ruggiero.

Ministero dei Suicidi: cappi appesi in oltre 100 città


ARTICOLO N° 209477 DEL 19/01/2012 - 10:23

Protesta contro le liberalizzazioni di Forza Nuova: cappi appesi in strada ad Alassio, Albenga e Ceriale

forza nuova cappio










Albenga. Diversi cappi che penzolavano da alberi e pali della segnaletica stradale. Così si sono svegliate stamattina Albenga, Ceriale ed Alassio dove, nella notte, sono stati attivi i militanti di Forza Nuova che hanno dato vita ad una nuova protesta contro le liberalizzazioni. Una manifestazione che, come di consueto, anche stavolta è di forte impatto visivo.
Dalla Federazione Forza Nuova di Savona, che si è impegnata questa notte ad affiggere i cappi nei tre comuni della Riviera spiegano: “Questa nostra protesta ci porta come sempre dalla parte dei cittadini, dalla parte di chi lavora. Si allega alla presente documento fotografico dell’evento. Forza Nuova è contro le liberalizzazioni che rappresentano un passato liberista miseramente fallito, e si batte per la tutela di tutte le categorie, in particolar modo di quelle in difficoltà. Tutti i passi del governo Monti stanno portando gli Italiani alla disperazione e quello delle liberalizzazioni rappresenta per alcune categorie fondamentali della nostra società, un duro colpo da sopportare”.
“Le incombenti liberalizzazioni avranno come risultato, per gli edicolanti come d’altronde per i tassisti e per interi settori della nostra società, la fine della pace sociale e familiare. Già sono in migliaia che lottano per non chiudere, questa sarà la botta finale. Quello del Prof. Monti è un governo che potrebbe essere accusato, visti purtroppo i numerosi, recenti e dolorosi fatti di cronaca, di istigazione al suicidio, ed è per questo che questa mattina, le edicole, le stazioni, i parcheggi dei taxi, le piazze, i teatri e i principali punti ritrovo di oltre 100 città italiane si sono risvegliate cosparse di cappi pronti per l’impiccamento e di cartelli riportanti la seguente scritta: ‘questo cappio è gentilmente offerto dal Ministero dei suicidi del Governo Monti!’” spiegano i militanti della Federazione savonese.
“Con quest’azione Forza Nuova intende denunciare le nefandezze di questo governo che sta mettendo in ginocchio il popolo italiano, e schierarsi a difesa dei tassisti, degli edicolanti, dei camionisti, degli agricoltori e di tutti quei mestieri deboli che in questo momento, rischiano di scomparire sotto la scure di una finanza famelica e criminale” concludono da Forza Nuova Savona.
forza nuova cappio

mercoledì 18 gennaio 2012

IL TITANIC E IL SEGRETO DELLA FED


IL TITANIC HA INABISSATO IL SEGRETO DELLA FED

17GEN
http://ilfattaccio.org/2012/01/17/il-titanic-ha-inabissato-il-segreto-della-fed/

IL 14 APRILE DEL 1912 AFFONDA IL TITANIC
Tra i ghiacci e nelle nebbie di un mistero che nessuno ha mai osato raccontare, se non tra le righe di una romantica storia d’amore in grande stile hollywoodiano. In una notte senza luna si è in realtà consumata una storia che è stata scritta 14 anni prima da Morgan Robertson, precisamente nel 1898, in un libro in cui si narra l’affondamento di un transatlantico che si scontra contro un iceberg. Il suo primo nome era “Futility”, cambiato poi in “The wreck of Titan”, e descrive con dovizia di particolare una nave in tutto e per tutto simile al Titanic, sia come peso che come capacità, come lunghezza e struttura interna, destinato ad affondare nella stessa data, alla sua prima traversata, mietendo centinaia di vittime ad eccezione dei pochi a cui erano destinate la scialuppe di salvataggio.
LA STORIA E’ MOLTO PIU’ ASSURDA DI QUANTO SI PENSI
Perché se per molto tempo si è parlato di una vera truffa alle compagnie di assicurazione messa in piedi dai costruttori del Titanic, oggi possiamo dire che questo disastro si intreccia con il segreto della Federal Reserve. Il Titanic doveva affondare perché con esso sarebbe andato negli abissi anche il segreto della Federal Reserve e coloro che avrebbero voluto impedire che i Banchieri si riunissero per appropriarsi del sistema monetario e soggiogare gli Stati nazionali.Facciamo dunque qualche passo indietro, e torniamo al 1910, quando sette uomini, i Banchieri più potenti del mondo, si incontrarono sull’Isola di Jekyll per progettare la costituzione della Federal Reserve Bank. Nelson Aldrich e Frank Valderclip rappresentavano l’impero finanziario dei Rockefeller, Enric Davidson, Charles Norton e Benjamin Strong rappresentavano J.P. Morgan, Paul Warberg rappresentava i Rothschilds, la dinastia Tecnica bancaria dell’Europa, che erano anche gli agenti tecnici bancari del Vaticano in quanto gestivano la ricchezza della Chiesa Cattolica.


La rivolta dei forconi ai Tg di RaiNews, Sky e TG3



La Sicilia e la rivoluzione dei forconi.
Ancora contro la Manovra del Governo Monti, questa volta a ribellarsi è un'intera regione e i Tg di tutta Italia non ne hanno parlato.Gli autotrasportatori della regione Sicilia, per ribellarsi alle iniquità della Manovra Monti si sono riuniti nel "Movimento dei forconi" e sono entrati in sciopero, una vera e propria rivoluzione; la protesta è soprattutto contro le accise che stanno colpendo la Trinacriache per ogni 1000 euro ne paga 596 di tasse allo Stato.Alla rivolta pacifica ha aderito moltissima gente, nonostante tutte le città siciliane stiano risentendo dei blocchi, che hanno causato notevole rallentamento del traffico.Agrigento, Palermo, Caltanissetta, Gela, manifestazioni, con blocchi stradali pacifici, che non creano problemi alle forze dell'ordine, in tutte le maggiori città della regione, di cui le televisioni nazionali e la stampa non hanno fatto parola.Da ieri in Sicilia è rivoluzione e l'Italia non ne sa nulla, una rivoluzione contro il Governo che, secondo i manifestanti, ha ridottola Sicilia ad un vero e proprio collasso economico.Soltanto i giornali locali e del Mezzogiorno hanno reso nota la notizia di quello che sta accadendo in Sicilia.
Da http://www.investireoggi.it/news/la-sicilia-e-la-rivoluzione-dei-forconi/


Scaffali semi vuoti, benzinai a secco

Tir e Forconi chiudono il porto di Palermo

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E' il terzo giorno di sciopero e gli autotrasportatori Aias, gli agricoltori di "Forza d'urto" e "Movimento dei Forconi" non sembrano cedere di un millimetro: chiedono un intervento del Governo per ridurre il prezzo del gasolio in Sicilia. Aumenta la tensione in tutta l'isola
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Uno dei blocchi dei Tir


Uno dei blocchi dei Tir

Palermo, 18-01-2012

La Confederazione italiana agricoltori ed il Codacons chiedono l'intervento delle autorità "per garantire la libera circolazione di merci e persone". Le due associazioni manifestano la disapprovazione "per i metodi di attuazione della protesta, che ledono le libertà e i diritti dei siciliani, arrecando loro un danno ulteriore invece di agevolarli e procurare miglioramenti nelle condizioni generali di vita".

Per motivi di ordine pubblico la Capitaneria di porto di Palermo ha disposto la chiusura del varco principale di accesso all'area portuale. A Catania, i tir che trasportano beni di prima necessita', vengono scortati dalla polizia.

Conto salato
Cia e Codacons sottolineano che "lo sciopero e il conseguente blocco impediscono la circolazione non solo delle merci ma anche delle persone e stanno creando notevoli difficoltà allo spostamento deicittadini, ottenendo l'effetto di penalizzare ulteriormente la Sicilia, la sua fragile economia e in particolare la commercializzazione dei prodotti agricoli siciliani".

Protesta annunciata fino al 20
E' il terzo giorno di sciopero e gli autotrasportatori Aias, gli agricoltori di "Forza d'urto" e "Movimento dei Forconi" non sembrano cedere di un millimetro: chiedono un intervento del Governo per ridurre il prezzo del gasolio in Sicilia. Aumenta la tensione in tutta l'isola.
Gli autotrasportatori ieri hanno presidiato diversi snodi stradali, bloccando il traffico all'ingresso delle città e la linea ferroviaria Palermo-Messina occupando i binari.

Le ragioni dei Forconi
Dal "Dal 16 al 20 gennaio 2012 tutto il Popolo Siciliano si ferma perchè non è più disposto a essere schiavo di qualcuno. Visionate il video e partecipate a questa alba della nostra vita, della vita di tutti e dell'Italia intera", spiega in un video su YouTube uno degli aderenti al Movimento dei Forconi, che in un profilo Facebook si autodefinisce "un'Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse quando non del maltrattamento da parte delle istituzioni".

Il Movimento lamenta il costo eccessivo dei carburanti, che rende ormai non competitivi sui mercati i prodotti agricoli siciliani. E ancora:come mai in Sicilia, dove si raffina il 40% della benzina italiana, gasolio e super spesso costano di più?
Il Movimento raccoglie consensi crescenti dalle campagne alle città: a Gela un corteo di contadini e camionisti è stato rapidamente ingrossato da artigiani e commercianti e più di un negozio ieri ha abbassato le saracinesche in segno di solidarietà. "Il fisco ci tartassa, anche al benzinaio", dicono. Ma sul web sbocciano richieste di sopensione delle procedure esecutive della Serit-Equitalia e di tutela dei marchi siciliani dei prodotti agricoli.

I media e il movimento
La protesta non si placa ma inizialmente i media tradizionali sembrano quasi ignorarla. Se ne occupano i siti web, anche per l'attivismo on line di alcuni 'militanti' che viene registrato, invece, da radio e tv siciliane. "Siamo apartitici", è la frase più ricorrente, ma in pochi giorni emergono la figura di Mariano Ferro, ex Mpa, e quella del leader sindacale Giuseppe Richichi.

La stampa più sensibile al cosiddetto popolo viola raccoglie la denuncia di Beppe Grillo: uno dei pilastri della protesta, 'Forza d'urto' altro non sarebbe se non un cugino presentabile del movimento di estrema destra Forza Nuova. Ma le etichette non sembrano fotografare con precisione né la protesta né il movimento, che raccoglie l'interesse anche del presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini, guarda caso da pochi mesi impegnato in politica con il suo 'Movimento per la gente'.

Neanche una goccia
A Palermo da ieri i distributori di carburanti sono a secco e davanti agli ultimi ancora in funzione si sono registrate code di auto incolonnate fino a notte fonda. Stessa sorte anche per i generi alimentari, che cominciano a scarseggiare nei supermercati rimasti senza forniture.

Rinascita sicula
Martino Morsello, rappresentante del "Movimento dei Forconi" che promuove la protesta, ha spiegato che la manifestazione è il segno di una "volontà di rinascita siciliana. Finchè la politica e la classe dirigente resteranno sorde al grido di disperazione e di rivolta dei lavoratori - ha detto Morsello - scenderemo in piazza per esprimere il nostro disagio".
Chiedendo le dimissioni del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, Morsello ha anche annunciato "la possibilità di portare la protesta e le migliaia di manifestanti, davanti al portone di Palazzo d'Orleans", sede del governo regionale siciliano.

Banca mondiale: Scende la crescita globale verso una crisi da cui “non si salva nessuno”


L’economia del pianeta crescerà solo del 2,5, rispetto alle previsioni del 3,6. Scendono zona euro, Usa, Cina, India, Giappone. La crescita nei Paesi in via di sviluppo sarà del 5,4; nei Paesi ricchi dell’1,4. Favorire ammortizzatori sociali e programmi di infrastrutture. I prezzi delle derrate alimentari sono scesi del 14%, ma il problema del cibo rimarrà cruciale per i Paesi poveri. 

Pechino – La Banca mondiale ha tagliato le sue previsioni sulla crescita globale, mettendo in guardia anche le nazioni emergenti. Se la crisi persiste soprattutto nella eurozona, la discesa sarà molto dura e nessuna nazione verrà risparmiata.
Presentando il rapporto sull’economia globale, Justin Lin, capo economista dell’organismo, ha detto che l’economia del pianeta crescerà solo del 2,5% nel 2012 (rispetto alle previsioni del 3,6); l’area dell’euro si contrarrà allo 0,3% (su stime precedenti dell’1,8); gli Usa cresceranno del 2,2 (rispetto al 2,9). Per il 2012 vengono ritoccate anche le prospettive di crescita del Giappone (1,9% da 2,6); della Cina (8,4 dall’8,9) e dell’India (1,9 dal 6,5%)
I dati rilasciati oggi in Asia (ieri negli Usa), sono impressionanti se paragonati con le previsioni del 2011 (2,7%), del 2010 (4,1) e del 2009 (2,9). La Bm ha però anche aggiunto che “perfino giungere a questi debolissimi risultati è molto incerto” e che se l’eurozona peggiorasse ancora di più, il “risultato negativo sarebbe ancora più lungo e più profondo” della precedente crisi del 2008, e nessuna nazione sarebbe risparmiata.
La crescita per le nazioni in via di sviluppo sarà del 5,4% (la previsione era del 6,2) e quelle delle nazioni ricche dell’1,4 (dal 2,7 pronosticato).
La BM raccomanda di mettere al primo posto u impegno negli ammortizzatori sociali e lanciare programmi di infrastrutture. Essa fa notare che, anche grazie alla crisi, nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo  molti prezzi sono scesi e l’inflazione è diminuita. Nonostante ciò, si aggiunge “la sicurezza del cibo per i più poveri – compreso il Corno d’Africa – rimane una preoccupazione fondamentale”. Da un picco nel febbraio 2011 (in corrispondenza con la “primavera araba”), i prezzi sono scesi del 14%.