domenica 4 marzo 2012

Forconi, lunedì si va alle raffinerie

La notizia è ufficiale: il Movimento dei ‘Forconi’ ha comunicato agli uffici della Questura di Siracusa che lunedì mattina, alle otto, inizierà il presidio di due raffinerie di Priolo: la Erg Nord e la Esso. Sarà una sorta di segnale che anticiperà di un giorno la manifestazione prevista per martedì, 6 marzo, a Palermo.
Una delegazione resterà a presidiare le due raffinerie, mentre il popolo dei ‘Forconi’ – con adepti che questa volta arriveranno da tutt’e nove le province dell’Isola – si riverserà su Palermo. Il Movimento non lascerà il capoluogo dell’Isola. Da martedì, giorno della manifestazione, comincerà infatti il presidio dei ‘palazzi’ della politica siciliana. E si dovrebbe cominciare con palazzo d’Orléans, la sede della presidenza della Regione siciliana.
Mercoledì 7 marzo non si escludono sorprese.



Da: http://www.linksicilia.it/2012/03/forconi-lunedi-si-va-alle-raffinerie/

sabato 3 marzo 2012

Crisi finanziaria e governo dell'economia


Crisi finanziaria e governo dell'economia

Alberto Bagnai

«L'obscurité n'est pas un défaut quand on parle à des bons jeunes gens avides de savoir, et surtout de paraître savoir.»
Stendhal, Promenades dans Rome, 17 mars 1828. 

1.              Introduzione

Accolgo con vivo piacere l’invito a contribuire a questo numero dedicato al governo del sistema monetario europeo e internazionale. Se posso permettermi un po’ di leggerezza, mi solleva il fatto che qualcuno sia ancora interessato a raccogliere le opinioni di un economista, in un periodo nel quale la scienza economica è particolarmente discreditata per non aver saputo prevedere lo scoppio della crisi, e per non averne saputo scongiurare le conseguenze. Non credo che questi rilievi siano del tutto corretti: esempi illustri di analisi “profetiche” non mancano. Ammetto però che da qualche tempo gli scambi più proficui su questo tema mi capita di averli con studiosi esterni alla mia professione: storici,  geografi, giuristi.

Scalfari e le sue sparate dissennate

Da Faceboook


Siccome Scalfari pubblica i suoi cosiddetti "editoriali" senza prevedere uno spazio di discussione anche critica sul sito di Repubblica (poi dice di essere un democratico) occorrerebbe creare un blog specifico chiamato "Le cazzate di Scalfari".

Jean-Paul Marat e la schiavitù


 LE CATENE DELLA SCHIAVITU’
                              di Stefano Santarelli

                                                              
La grandeur du crime est la seule différence qu'il y ait entre un conquérant et un brigand            
                          J.P. Marat - Les chaînes de l'esclavage  (1774)

Nessun protagonista della Rivoluzione Francese è stato così ferocemente calunniato come Jean-Paul Marat ed è questo un amaro destino per un uomo che forse più di ogni altro ha contribuito a creare la République.

ANTIDOTO ALLE DELOCALIZZAZIONI


DELOCALIZZAZIONI SELVAGGE: ESISTE UN ANTIDOTO?
di  Norberto Fragiacomo, 

 Sul tema delle delocalizzazioni ci siamo soffermati varie volte in passato, definendole – in un articolo pubblicato online la primavera scorsa – “un’offesa alla dignità umana”.
In effetti, questo… peccato capitale del nostro tempo è, anzitutto, un crimine contro la società e l’economia del territorio, e come tale andrebbe severamente perseguito. Purtroppo, in un mondo oramai globalizzato, trovare degli antidoti al veleno è impresa ardua: l’Organizzazione Mondiale del Commercio vigila sulle politiche nazionali, opponendosi a qualsiasi misura restrittiva, e la stessa Unione monetaria ha elevato la libertà (pressoché assoluta) di circolazione delle imprese ad undicesimo comandamento mosaico [1].

La Grecia di oggi come la Germania di ieri


Punizione, pagamento, prevenzione. 

La Grecia di oggi come la Germania di ieri

Ugo Marani*

La storia di frequente propone ricorsi paradossalmente speculari alle modalità con le quali gli avvenimenti si sono inizialmente presentati. E’ il caso della Germania che si presenta oggi in Europa, nella gestione della crisi del debito sovrano greco e nei preliminari dei nuovi accordi comunitari sulle politiche fiscali, in un ruolo del tutto antitetico a quanto era successo, in ben altro momento, all’indomani della Prima Guerra Mondiale. Il paragone storico sembrerà irriverente; le implicazioni economiche probabilmente no.

La Montinomics

La Montinomics

di Riccardo Achilli

Monti getta la maschera in modo definitivo. Dopo aver farneticato per mesi sulla "fase 2", ovvero sui provvedimenti per rilanciare la crescita, senza la quale - sono parole sue - non vi può essere risanamento strutturale delle finanze pubbliche, rinuncia all'unico strumento che, secondo l'ideologia liberista cui appartiene, va utilizzato per promuovere la crescita, ovvero l'abbattimento delle tasse. In un consiglio dei ministri di ieri sera che le cronache ci dicono essere convulso, e che mostra quindi le prime crepe nella coesione interna fra i “tecnici”, evidentemente indotta dal timore che l'appoggio popolare a questo Governo sia molto minore di quanto i sondaggi ci fanno credere, il premier rinuncia all'idea di creare un fondo, nel quale far confluire le risorse del contrasto all'evasione fiscale, destinato alla riduzione della pressione fiscale.

IDV va all'opposizione


Azione di governo iniqua, IdV all’opposizione

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L'Italia dei Valori conferma il no al decreto sulle liberalizzazioni e continua la sua opposizione al governo Monti. E' quanto deliberato dall'esecutivo del partito che oggi si è riunito in sede "straordinaria".

Giornalisti ed eurotruffa


Giornalista Danese a Monti: ma non ci state prendendo in giro?

Giornalista Danese Mario Monti Economia Conferenza Stampa Consiglio D'Europa Bruxelles Claudio Messora Byoblu byoblu.com

 
Conferenza stampa di Mario Monti a Bruxelles, subito dopo il Consiglio Europeo. Una giornalista della televisione danese fa una domanda un po' troppo schietta: "Ho una domanda sull'economia. Voi leader europei parlate di ottimismo, di posti di lavoro e di crescita. Ma non è una presa in giro, visto la vita vissuta, la vita reale dei paesi europei di oggi?". 

venerdì 2 marzo 2012

Italia: rapporto tra debito e Pil oltre il 120%, massimi dal 1996


Nel 2011 il rapporto tra debito pubblico e Pil in Italia sale a quota 120,1%. Si tratta del livello più alto dal 1996. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che nel 2010 il rapporto era stato pari al 118,7%.

Il rapporto deficit-Pil si è attestato nel 2011 al 3,9%. Lo comunica l'Istat, ricordando che nel 2010 il rapporto è stato del 4,6%. Si è, quindi, rilevato un miglioramento. Le ultime stime del governo prevedevano un rapporto nel 2011 pari al 3,8%. 

Cala lievemente la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) risultando pari a 42,5%, in riduzione di 0,1 punti percentuali sul 2010.

Quanto alla crescita economica, l'Italia ha registrato una crescita molto timida dello 0,4% dopo il +1,8% dell'anno prima.

Atto di Sindacato Ispettivo sulle Fondazioni Bancarie


Fondazioni Bancarie


Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06976 
Atto n. 4-06976
Pubblicato il 29 febbraio 2012
Seduta n. 682
LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -
Premesso che:
un articolo de “Il Sole 24Ore” del 26 febbraio 2012 scrive: «La sacrosanta rabbia popolare contro i costi della politica ha finora risparmiato le fondazioni di origine bancaria. Per la maggior parte dei cittadini, le fondazioni sono enti benefici che sovvenzionano iniziative utili, non un esempio dello sperpero dei nostri politici. Qui sta la perversa genialità di questa istituzione: dopo aver sottratto soldi ai cittadini (i legittimi proprietari delle vecchie casse di risparmio pubbliche), le fondazioni ora si presentano come i loro benefattori.

Protesta dei sindacati europei contro la Bce


Circa 530 miliardi di euro per fare ripartire l’economia ma quei soldi andranno a rafforzare il patrimonio degli istituti
La Bce finanzia di nuovo le banche europee
di: Filippo Ghira, Rinascita


La Banca centrale europea, fedele al suo ruolo storico di gendarme degli equilibri finanziari e di potere all’interno dell’Unione, ha tenuto ieri, con il consueto successo, la sua seconda asta di finanziamento a tre anni per 529,531 miliardi di euro. Circa 800 banche europee hanno utilizzato il meccanismo del “Long term refinancing operation”, una particolare forma di finanziamento al più che conveniente tasso di interesse dell’1%. La seconda asta dell’era Draghi è stata più che apprezzata dagli istituti di credito.

Banche in rivolta, rubare capitale ed interessi non basta...


Liberalizzazioni: le banche contro il “Governo dei banchieri”
Il Senato ha detto sì al pacchetto liberalizzazioni di Mario Monti, ma l’Associazione bancaria si scaglia contro il Governo
http://www.italiah24.it/italia/politica/96397/liberalizzazioni-le-banche-contro-il-%E2%80%9Cgoverno-dei-banchieri%E2%80%9D.html

Crisi: perché i Comuni non possono spendere


Crisi: Delrio (Anci), contro recessione vogliamo spendere

27 Febbraio 2012 - 10:22

Crisi: Delrio (Anci), contro recessione vogliamo spendere
(ASCA) - Roma, 27 feb - ''Siamo costretti a rompere il Patto di Stabilita'. Siamo in piena recessione, le aziende hanno difficolta' a trovare finanziamenti in banca e il Tesoro che fa? Impedisce di utilizzare la liquidita' dei Comuni che hanno conti in ordine. Lo trovo sbagliato sul piano macroeconomico''. Lo spiega, in un'intervista al quotidiano ''Il Messaggero'', Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni Italiani.

Le banche intascano e le aziende falliscono


Basta favori alle banche


Stamattina la Bce ha concesso alle banche europee un prestito di circa 520 miliardi di euro a tasso agevolatissimo dell’1%. E’ il secondo prestito di questi tipo nel giro di due mesi. Quello precedente, del 21 dicembre 2011, era stato di 489 miliardi di euro. Di questo malloppo quasi un quarto era andato alle banche italiane: 116 miliardi in tre anni.
Questi soldi sono stati prestati dalla Bce

Differenze tra decrescita e recessione


La recessione non è decrescita
di Marino Badiale - 01/03/2012
Fonte: alfabeta2 
http://4.bp.blogspot.com/-8hYQxDhb8Ic/TxwVBh1oy4I/AAAAAAAAAzI/40HR6YC73cQ/s1600/la_belle_verte1.jpg
Nella sezione «I malintesi» del suo ultimo libro («Per un’abbondanza frugale», Bollati Boringhieri 2012) Serge Latouche cerca di dissipare la ricorrente confusione fra la nozione di decrescita e quella di recessione. Nonostante le parole molto chiare dette a questo proposito dai teorici della decrescita, tale confusione persiste, sia fra gli avversari sia fra quelli che Latouche, nel testo citato, chiama i «simpatizzanti mal informati».

Una rete "invisibile" controlla il mercato


Mercati finanziari: chi comanda veramente?
di Alfonso Tuor - 01/03/2012
Fonte: ticinonews 

Come funzionano i mercati finanziari? Chi sono i protagonisti? La speculazione ha un nome e un volto?

In questi tempi di crisi i mercati si sono sostituiti ai Parlamenti e soprattutto all’elettorato nel decretare la fine di un Governo e nell’imporre importanti scelte politiche. Ci si può dunque interrogare su chi siano effettivamente questi mercati e come mai siano riusciti ad assumere questo ruolo chiave. Ma soprattutto ci si può chiedere: chi comanda veramente?

Europa e democrazia i nemici della UE


L'Unione Europea ha un nemico, l'Europa
di Francesco Mario Agnoli - 01/03/2012
Fonte: Arianna Editrice



    Ormai è chiaro:  L'Unione Europea ha due nemici contro i quali ha intrapreso una lotta mortale: l'Europa e la democrazia. Per l'esattezza il nemico da distruggere, facendone qualcosa di radicalmente diverso da quello che è,  è l'Europa, ma per conseguire il risultato occorre prima eliminare la   democrazia per impedire ai popoli europei di fare sentire la loro voce e pesare il loro parere.

Marchionne, Draghi e Ocse


Draghi e Marchionne: arrestateli!
di Federico Dal Cortivo - 01/03/2012
Fonte: europeanphoenix 
Non bastava il cameriere dell’alta finanza Monti per distruggere tutto ciò che è rimasto di sociale in Italia, ma ci tocca anche sentire le lezioni che ci  sono propinate dal duo Draghi-Marchionne.

giovedì 1 marzo 2012

Si dimette l’Abi (Associazione Banchieri Italiani)



IL SECOLO XIX
ECONOMIA 01 marzo 2012
Stretta sulle banche, si dimette l’Abi
Giuseppe Mussari


Roma - Il Comitato di presidenza dell’Associazione bancaria italiana (Abi) ha rassegnato le dimissioni per protestare contro la norma contenuta nel decreto legge sulle liberalizzazioni, e mantenuta nel maxiemendamento presentato dal governo, che taglia le commissioni bancarie. Lo ha annunciato in una conferenza stampa il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari.
Giuseppe Mussari