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lunedì 13 febbraio 2012

Quando le spalle dei giganti tremano


Il mercato di oggi si regge sulle spalle impaurite dei piccoli investitori, i quali, presi dalla morsa dell’incertezza e della paura, corrono in cerca di un dottore che possa somministrare la giusta cura. Ogni momento d’incertezza impone grandi concessioni di fiducia. Il nostro secolo ci ha insegnato ad avere fiducia nella precisione della scienza. Lo stesso sembra valere in questo caso: ironia della sorte vuole che la stessa ingegneria finanziaria che è stata il cavaliere oscuro della crisi sia ora il cavaliere dall’armatura scintillante al quale affidare il proprio futuro

giovedì 9 febbraio 2012

Usa, una “falla” legislativa mette a rischio l'authority

Un difetto nella stesura del Dodd-Frank act, la riforma della finanza statunitense approvata nel 2010, rischia di indebolire l'attività della nuova authority, il Consumer Financial Protection Bureau. La questione, riportata dal Wall Street Journal, sta scatenando oltreoceano un acceso dibattito.

lunedì 23 gennaio 2012

Francia, Hollande: «La finanza è il mio vero nemico»


Banche, fondi e mercati entrano nella campagna elettorale per le presidenziali francesi. E lo fanno in modo dirompente: ieri il candidato socialista all’Eliseo, François Hollande, ha spiegato senza mezzi termini che il suo «vero avversario è la finanza». Per questo, ha promesso che qualora dovesse essere eletto al posto di Nicolas Sarkozy, si impegnerà a far votare una legge che separi le banche retail da quelle di investimento.

Con il partito socialista al governo, dunque, la Francia potrebbe seguire le orme di Usa e Gran Bretagna, che hanno già avanzato proposte concrete per rendere entità a sé stanti gli istituti di credito dediti agli affari da quelli “tradizionali”. Attaccando la politica di annunci portata avanti da numerosi governi negli ultimi anni, Hollande ha tuonato: «I proclami sono rimasti lettera morta, e le banche che abbiamo salvato già stanno mangiando le stesse mani che le hanno nutrite. Dobbiamo fare in modo che gli istituti che ricevono i nostri depositi usino tali capitali per prestarli alle imprese, ai privati, anziché per speculare».

Ancora, il candidato socialista ha sottolineato che occorrerà eliminare completamente lo strumento delle stock-options: «Sono convinto che serva una legge per vietarle, salvo per le imprese nuove». E per quanto riguarda i bonus si è domandato: «Come può un Paese come il nostro, patria dell’uguaglianza, accettare che ci sia chi si arricchisce a dismisura, lasciando altri nell’incertezza e nell’inquietudine?».

Hollande ha infine affermato di appoggiare appieno l’ipotesi di introdurre con altri Paesi europei una tassa sulle transazioni finanziarie, di voler creare una Banca pubblica d’investimenti e di voler introdurre una nuova aliquota fiscale, pari al 45%, sui redditi superiori ai 150 mila euro.