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mercoledì 22 febbraio 2012

Banche, chiunque ha avuto un fido potrebbe chiedere rimborso: ma nessuno lo sa!

Editoriale a cura dello staff di nocensura.com -  Nota: Nocensura.com ha aderito all'iniziativa promossa da FermiamoLeBanche per il Comitato promotore per il referendum per l'abrogazione delle sei leggi "regala soldi" alle banche e abolizione del signoraggio bancario.

L'illeciti bancari più gravi, quelli che maggiormente danneggiano l'economia e pesano sulle tasche dei cittadini e delle aziende italiane sono quelli inerenti i fidi, in cui all'applicazione di un tasso di interesse eccessivo - ILLEGALE - si aggiunge l'accredito tardivo dei versamenti, le commissioni di massimo scoperto e l'anatocismo, ovvero la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi) infatti TUTTI coloro che hanno un fido - o che lo hanno avuto in passato - hanno il DIRITTO ed i requisiti per chiedere un RIMBORSO alla propria banca, un risarcimento che si attesta intorno al 10-12% dell'importo del fido per ogni anno della durata dello stesso.

Chi ha avuto un FIDO da 10.000€ per 5 anni, per esempio, ha diritto di recuperare 1.000-1.200€ all'anno, per un totale di 5-6.000€ !!! Chi ha avuto un FIDO di 10.000€ per 10 anni, ha diritto di recuperare un totale di 10-12.000€ E' possibile richiedere un rimborso entro 10 anni dalla CHIUSURA del Conto corrente (non del fido) dopo 10 anni che il conto corrente è chiuso, il "reato" va in prescrizione e non è più possibile fare rivalsa per recuperare il maltolto.

Ci sono aziende che hanno avuto fidi di importi elevatissimi, che spesso - a causa del tasso di interesse esoso applicato dalla banca - anziché ridursi negli anni come  previsto, è lievitato negli anni: e guai a sconfinare dal fido previsto: in quel caso i tassi di interesse applicati divengono un vero e proprio salasso, capace di mandare sul lastrico anche una solida azienda.

giovedì 19 gennaio 2012

L'Avv. Alfonso Luigi Marra ci illustra la "class action" contro Unicredit


L'avv. Alfonso Luigi Marra ci illustra l'azione giudiziaria di massa nei confronti di Unicredit promossa dal Comitato PAS-FermiamoLeBanche, volta a far restituire ai cittadini frodati i soldi persi in quella che sembra un'operazione speculativa;

·  Avvocato abbiamo appreso la notizia che PAS-FermiamoLeBanche promuoverà una class action contro unicredit: ci illustra l'iniziativa?
Allora, innanzitutto precisiamo che non si tratta di una generica class action, ma un'azione giudiziaria di massa fatta di singole, incisive ed economicamente rilevanti azioni restitutorie e risarcitorie basate sulla ricostruzione della intera posizione creditizia verso la banca anche in relazione a credito frutto di rapporti di conto corrente o di affidamento. Nel caso di Unicredit non è stata commessa una sola illiceità, ma è fraudolenta l'intera strategia speculatoria di questa gentaglia, che sta producendo conseguenze drammatiche a danno di milioni di famiglie italiane ... 
· Come è nata l'idea di un'azione giudiziaria di massa?
Abbiamo deciso di intervenire per offrire tutela alle persone frodate da Unicredit le quali, circuite dalla disinformazione mediatica, non sanno cosa fare.

martedì 17 gennaio 2012

Dossier: i possibili illeciti di Unicredit - come procedere per il risarcimento

PAS-FermiamoLeBanche (scrivi a info@PAS-FermiamoLeBanche.it) intende proporre un'azione giudiziaria di massa al fine di proporre un giusto ristoro (indennizzo e\o risarcimento) da parte di Unicredit per gli illeciti perpetrati a danno dei suoi piccoli risparmiatori e correntisti.

Gravi vicende sembrano consumarsi indisturbatamente, o peggio ancora, con l’avallo degli organi deputati al controllo ed alla vigilanza del sistema finanziario e bancario, ovvero della Consob e della Banca d’Italia.

Appare ormai chiaro che gli organismi deputati al management della società hanno praticato, specie negli ultimi anni, una politica di investimenti avventata, bruciando in pochi mesi i risparmi affidatigli da migliaia di piccoli fiduciosi investitori, fornendo ai propri risparmiatori informazioni parziali o distorte in ordine allo stato di salute ed alla solidità della società, anche al fine di manovrare strategicamente la loro sfiducia/fiducia e di assicurare a gruppi di poteri forti di mettere a segno in maniera fraudolenta ingenti guadagni, a scapito dei piccoli risparmiatori.
Quella degli ultimi giorni legata all'avvio da parte di Unicredit della più grande ricapitalizzazione bancaria di Piazza Affari è solo l’ennesima farsa truffaldina che si sta consumando a danno dei piccoli risparmiatori e dei correntisti.
A partire da lunedì 9 gennaio 2012 gli azionisti Unicredit possiedono due titoli: l’azione vera e propria, ed il diritto ad acquistarne altre due di nuova emissione, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, al prezzo di Euro 1,943 (valore stabilito dal CdA il 4 gennaio 2012).