martedì 24 luglio 2012

Come le banche truffano stati e cittadini

BANCHE TRUFFANO gli STATI  ed i CITTADINI del MONDO
 



L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario e' identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza e' che sono diversi coloro che ne traggono profitto (By 
Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
"Condanna a morte per i banchieri criminali" - 13 aprile 2012

Ken Livingstone e' un membro del Labour Party inglese. Si e' ricandidato alle elezioni per diventare sindaco di Londra.
New York - Dopo lo scandalo Madoff e il crack di Lehman Brothers, se non si fa giustizia nel sistema bancario, i crimini continueranno ad avvenire. La proposta rivoluzionaria di mettere il cappio al collo a un banchiere criminale nasce dalle ingiustizie subite sin qui dal resto della popolazione. Che pretende un trattamento equo per tutti. Chi sbaglia deve pagare.
Se un Madoff qualunque prende i soldi di un investitore per pagare altri operatori in un gigantesco schema Ponzi, la vittima non otterra' mai i suoi soldi indietro. Se un Blankfein (Ceo di Goldman Sachs) qualunque offre al suo cliente consigli sbagliati di proposito per scommettere contro di lui (intascando un bel profitto), la vittima non avra' mai indietro i tuoi soldi.
Se un Corzine (uomo d'affari americano ex ceo di MF Global) qualunque ruba a un suo cliente del denaro, utilizzandoli per scommettere sul mercato del debito sovrano europeo, quella persona rischia di non avere mai indietro i suoi soldi.
Finira' in uno stato di poverta' o forse peggio. Potrebbe perdere il denaro che gli serviva per pagare l'universita' al figlio, oppure i soldi della pensione, ma anche semplicemente il denaro che gli serviva per mandare avanti l'azienda. Rischierebbe di perdere la casa.
Rubare soldi agli investitori e ingannare i cittadini dovrebbe essere un crimine da disincentivare. Con la pena di morte, come avviene in Cina. Questa proposta shock sta prendendo piede, dagli Stati Uniti all'Inghilterra, anche per colpa dell'impunita' e trattamento di favore riservato sin qui a chi del mondo della finanza non ha pagato per gli errori commessi durante la crisi. 


Chi ha creato la Federal Reserve Bank ?
Nell' anno 1776, Thomas Jefferson dichiarava: “Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” By Thomas Jefferson 
Lo scandalo finanziario del secolo - 03 Mag. 2012
Questo è forse lo scandalo finanziario del secolo. Uno dei colpevoli, la banca UBS, ha dato via al gioco.
Le più grandi banche del mondo avrebbero accettato di manipolare Libor, il principale tasso di interesse del mondo finanziario (interbancario). Ce ne sarebbe per migliaia di miliardi di dollari.
Scopri tutti i dettagli di "scandalo finanziario del secolo" con il sondaggio esclusivo di Business Magazine Trends (numero del 3 maggio 2012).
"Libor": e’ un’acronimo che forse non indica molto. Dietro queste cinque lettere si nasconde ancora uno dei più presunti grandi scandali finanziari nella storia.
Diverse grandi banche internazionali sono sospettate di aver manipolato il tasso di prestito interbancario (Libor in breve), al fine di mascherare le loro difficoltà di finanziamento durante la crisi finanziaria.
Di questi, sono solo i grandi nomi della finanza mondiale: Bank of America, Barclays, Citibank, Credit Suisse, Deutsche Bank, HSBC, JP Morgan, Royal Bank of Scotland, UBS ... le poste in gioco sono enormi.
Il Libor è strettamente legato al funzionamento di uno dei più grandi mercati monetari in tutto il mondo: il mercato interbancario (quello in cui le banche si prestano denaro l'un l'altra), la cui dimensione è stimata a c.a. 0.000 miliardi di dollari.
Nel mirino di diverse autorità di vigilanza (Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone e Svizzera, tra gli altri), queste istituzioni finanziarie sono effettivamente appartenenti al "club" delle 16 banche che partecipano alla fissazione quotidiana Libor, il London Interbank Offered Rate.
La "Manomissione" del livello effettivo di Libor può avere un impatto significativo sui costi di finanziamento per aziende e privati.
Crisi o non crisi, "la manovra e’ duplice, dice un vecchio della finanza internazionale. Stanno tirando giù i tassi a breve termine sui depositi, mentre gonfiano i tassi dei prestiti a più lungo termine, per i grandi crediti per le grandi imprese. "Senza contare che disegnare tassi a breve termine verso il basso aiuta e permette il rifinanziamento a buon mercato, mentre serve anche a rassicurare i mercati sulla solidita’ finanziaria. Cio’ e’ interessante quando si hanno grandi esigenze di liquidità.
 L'opacità che circonda la velocità di manipolazione dei tassi riflette l'asperita’ ed il contrasto della lotta condotta a Londra per evitare una regolamentazione, circa le recenti proposte di direttive comunitarie volte a controllare le ombre della finanza, i banchieri anglo-sassoni tengono i ranghi serrati ….
By Sebastien Buron

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COME si truffano gli STATI da parte delle Banche...
- Prima notizia: lo Stato italiano ha dovuto pagare 2,6 miliardi di euro alla banca d´affari americana Morgan Stanley per coprire la perdita su un derivato di cui non si conosceva l´esistenza.
- Seconda notizia: lo abbiamo appreso avanti ieri da un´agenzia americana, Bloomberg, che lo ha scoperto dai bilanci della banca.
- Terza: il Sole-24Ore non se n´è accorto (per amor di buoni rapporti con il Governo Monti in questo momento ?).
Quarta: Repubblica e Corriere hanno ripreso l´articolo di Bloomberg, ma il Corriere è riuscito a infarcire di errori e inesattezze un titolo già criptico: "XX Settembre: meno oneroso chiudere i contratti che rinnovarli. Il Tesoro esce dei derivati anni ´90". Voglia di minimizzare?


Secondo Bloomberg, chiudere i contratti non è stata una decisione del Tesoro, ma di Morgan Stanley, in virtù di una clausola (Termination clause) che tipicamente dà diritto a chiudere una posizione se la perdita della controparte, in questo caso l´Italia, eccede le garanzie e i margini stabiliti.
Significa anche che, senza questa clausola, la perdita dello Stato sarebbe rimasta occulta.
Una perdita poi, è una perdita. Se compro un titolo a 10 euro, e poi crolla a 6, venderlo non è "meno oneroso" di tenerlo, "rinnovandolo": ho sempre perso 4 euro. Né importa se ho acquistato il titolo nel 2010 o "negli anni ´90": continuo ad aver perso 4 euro. Dare l´impressione che questo derivato sia un retaggio del passato è ingannevole: il Tesoro ha consapevolmente deciso di tenerlo in portafoglio fino a ieri.
Ventiquattro miliardi persi nei derivati, di chi è la colpa ?
31 miliardi di dollari, circa 24 miliardi di euro al cambio attuale, che l’Italia ha perso dal 1994 ad oggi per errate manovre sui prodotti derivati (a tutto vantaggio di un ristretto manipolo di banche estere tra cui primeggia Morgan Stanley) non sono una cifra di poco conto. 24 miliardi di euro equivalgono a più di una delle tante manovre di aggiustamento dei conti pubblici che i governi di Silvio Berlusconi e di Mario Monti hanno propinato al paese nel tentativo di salvarlo da una situazione per molti versi simile a quella di altri paesi europei. Con 24 miliardi di euro si potrebbero ridurre tasse e accise sulla benzina, si potrebbero aumentare gli ammortizzatori sociali, si potrebbero assumere i 10.000 insegnanti precari che stanno sospesi, tanto per restare ai fatti più eclatanti. In questa vicenda sorprende il fatto che poca attenzione sia stata dedicata dai media e dalle forze politiche e sociali a chi dovrebbe assumersi la responsabilità del danno la cui entità riportata da Bloomberg, 24 miliardi di euro, non è stata sino ad oggi smentita.
Chi nel lontano 1994 ha preso la decisione di affidarsi ai prodotti derivati, con le più lodevoli intenzioni, speriamo, portandoci ai risultati di cui sopra ?
Chi in questi 18 anni non ha fatto nulla per uscire da un contratto che si rivelava sempre più un salasso per le finanze nazionali ?

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"Le istituzioni bancarie sono più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti armati. Esse hanno già messo in piedi un‘aristocrazia facoltosa che ha attaccato i Governi del mondo, con disprezzo e togliendo loro con l'inganno, l'emissione diretta del denaro da parte dei popoli dei vari stati, e rivendedoglielo e facendo pagare anche degli interessi oltre al capitale che rivogliono....dagli stati, cioe' da noi sudditi...!.
Il potere di emissione del denaro, deve essere tolto alle banche e restituito ai popoli, ai quali appartiene propriamente”.


FERMIANO le BANCHEAssociazione per la difesa dei Cittadini nelle cause contro le banche

In Italia, non dobbiamo dimenticare, che l’esercizio dell’Attività Bancaria, e' sottoposta ad Autorizzazione da parte dello Stato, e che i “soldi elettronici” (NON denaro contante) dei quali vengono chiesti anche degli interessi, nel caso di prestiti, oltre a tutto non sono di proprietà delle Banche, ma sono i depositi che gli stessi utenti effettuano, con denaro contante; le istituzioni pubbliche non possono consentire alle Banche di violare la legge persino coi soldi degli stessi utenti.
Inoltre le Banche emettono “denaro” (senza le autorizzazioni necessarie ed evadono anche l’IVA allo stato, per la produzione di “denaro elettronico”) oltre alla copertura necessaria, derivante dalla raccolta di denaro presso i loro clienti oltre al capitale sociale della societa’ (banca) stessa, per cui diventano immediatamente dei fuorilegge, dei falsari; ma non e’ finita….
...le Banche emettendo "cifre elettroniche", NON prestano di fatto denaro contante, bensi "numeri elettronici" emessi con una pressione sulla tastiera di un computer, (a costo di produzione = ZERO) per cui cio’ diviene anche TRUFFA al cliente al quale prestano questi “numeri elettronici” e non denaro contante, chiedendogli pure gli interessi... !
altro che usurai...sono criminali a tutti gli effetti.
Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !

Italy: Padoa-Schioppa e Draghi: dare a Mammona cio' che e' di Cesare - Ovvero: predicare male e razzolare malissimoRimini, 20 Dic. 2006 - Il Ministro Tommaso Padoa-Schioppa qualche anno fa ha scritto un libello dal titolo “Il governo dell'economia”.
A pag. 81, nel capitolo “La moneta”, recita: “Le banche centrali sono, per la moneta, il moderno principe. La storia della loro collocazione istituzionale e' la traccia lasciata dal dibattito intorno ai principi dell’ordinamento monetario. E’ quasi ininterrotto dall’avvento della moneta fiduciaria (*)
(NdR: vedi anche: L'altra faccia della Moneta Fiduciaria inventata dalle Bancheil prevalere della preoccupazione che la creazione monetaria sia eccessiva, piuttosto che insufficiente. Il migrare della funzione di battere moneta dalla sfera del principe a quella privata, poi di nuovo a quella pubblica, quindi a una condizione di autonomia istituzionale, riflette la ricerca di una collocazione che tenga il torchio dei biglietti al riparo dell’influenza di chi abbia interesse di servirsene per finanziarsi senza costo. In un regime di moneta fiduciaria, l’indipendenza della banca centrale ha un significato preciso: colui che crea la moneta non deve dipendere da chi la spende, sia esso l’impresa o un qualsivoglia pubblico potere.”
(*) 
La pagina di Wikipedia non descrive in modo completo il significato di "Moneta Fiduciaria" in quanto e' mancante dell'altra fattibilita' in quanto il sistema delle banche commerciali  si e'  auto-autorizzato ed hanno posto in essere la possibilita' di divenire **creatrici** di moneta fiduciaria. Di fatto  trattasi di emissione di moneta !
La moneta fiduciaria - definita come "credito circolante" nella terminologia originale - consiste in mezzi di pagamento emessi dalle banche con garanzia di convertibilità/rimborso futuro in moneta effettiva o in beni, su richiesta del portatore. e' facilmente comprensibile come le banche commerciali siano più che favorevoli all'emissione di moneta fiduciaria, anche a tassi di interesse inferiori rispetto a quelli dimercato e vincolate solo dalla propria credibilità e dalla propria eventuale capacità di applicare discriminazione di prezzo. Grazie a tale operazione gli istituti di credito si trovano infatti in una situazione di signoraggio almeno temporaneo e possono lucrare una remunerazione netta positiva pressoché pari al tasso di interesse. Se poi si realizza un aumento della domanda nominale di moneta e il pubblico percepisce il credito circolante  come sostituto perfetto della moneta effettiva, i mezzi fiduciari saranno presentati per la conversione in beni o moneta effettiva in misura limitata o addirittura nulla. E ciò si traduce in facili profitti per l'istituto emittente.


Certo sig. Ministro, ma non dovrebbe neanche lontanamente dipendere dalle banche private...
Per evitare che una parte politica si avvantaggi sulle altre dando a Cesare ciò che e' di Cesare si fa in modo che ciò che e' di Cesare vada a Mammona, ovvero al sistema bancario.
Con questo giochino il Popolo Sovrano subisce il gioco delle tre carte, e questo non e' bello per chi giura fedeltà alla Costituzione.

Se la Banca centrale deve essere “autonoma” dal potere politico lo deve essere anche dal sistema bancario.
Gli interessi del sistema bancario, a parità di massa monetaria M3, sono di avere la Base Monetaria contenuta con una bassissima Riserva Obbligatoria (1).
Gli interessi del Popolo Sovrano, a parità di massa monetaria M3, sono di avere la Base Monetaria (BM) elevata con una Riserva Obbligatoria (RO) dell’ordine del 20-30%.
Come sono oggi questi parametri ?
La nostra BM e' circa il 7% del PIL mentre quella della Svizzera e' circa il 14% (2).
La RO va dallo zero al 2% mentre fino agli anni ’80 era oltre il 20%.

Vien da sospettare che un occhio di riguardo per il sistema bancario le banche centrali ce l’abbiano; addirittura ce lo conferma l’ing. Carlo De Benedetti (3).

Se poi si va a vedere la lista dei “partecipanti” al capitale di Bankitalia (4) si comprende anche il motivo di tanta attenzione.

Ora invece esaminiamo un personaggio che in questa circostanza ha predicato bene, ma che razzola sempre malissimo (ma forse in questo caso e' stato frainteso).

Mario Draghi, il Governatore di Bankitalia, e' bravissimo a dare lezioni (5).
Impeccabilmente recita: “Più un paese cresce e più un paese e' in condizione di ripagare il proprio debito”.
Bravo! Bravissimo! Infatti non s’e' mai visto che un Paese manifatturiero risolva il problema del debito pubblico restituendo il capitale (l’ha fatto la Russia proprio perché ha quel popò di materie prime che tutti conosciamo). Un paese manifatturiero risolve il problema del debito pubblico elevando il PIL (6 e 7). Nel XX° secolo noi italiani abbiamo fatto questo percorso almeno 2 volte: nel primo e nel secondo dopoguerra (8).

Allora, Governatore, se e' così intelligente da arrivare a comprendere che “Più un paese cresce e più un paese e' in condizione di ripagare il proprio debito” perché voleva destinare il tesoretto alla riduzione del debito pubblico ? (9)
Come pensa che potremo elevare il PIL ? Andando a Lourdes o a Fatima ?

Non sarebbe logico farci aumentare il PIL facendoci fare quel mare di opere pubbliche già progettate e non finanziate ? Oppure pagando quelle imprese che hanno già effettuato i lavori ma che non vengono pagate ? 
Cosa ci guadagnerà il nostro Paese facendole fallire ? Che qualche multinazionale le acquisterà per due lenticchie ?

Francamente questo disgustoso giochino non e' divertente e soprattutto e' monotono: accà nisciuno e' fesso !
Ma Lei, Governatore, non ha giurato fedeltà alla Costituzione e deve solo rispondere del Suo operato ai partecipanti Bankitalia...

Ovviamente facendo opere pubbliche senza elevare la BM si fa la fine di Berlusconi: non si risolve nulla. Il motivo e' semplice: la BM e' non onerosa mentre il debito ordinario lo e'. Fare opere pubbliche con il debito ordinario significa lavorare per ingrassare le banche. Facendole con l’aumento della BM significa lavorare per la collettività. Chi e' che ci fa lavorare poco e quel poco di lavoro che ci consente di effettuare ce lo fa dedicare a Mammona? Non lo dirò certamente io…
By Lino Rossi  . Tratto da: http://www.voceditalia.it:80/articolo.asp?id=4016 

(1) http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3817 
(2) http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425
(3) http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=3980
(4) http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf
(5) http://movisol.org/07news214.htm
(6) http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1372
(7) http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1776
(8) http://www.delpt.unina.it/stof/15_pdf/15_5.pdf
(9) http://blog.panorama.it/economia/2007/05/15/draghi-il-tesoretto-va-usato-per-abbattere-il-debito/  


Commento NdR: Banca Mondiale e campagne di vaccinazione nei paesi poveri. I vaccini sono pagati dai paesi ricchi...cioe' con i nostri soldi..
Servono per creare il mercato dei malati, generare malattie genetiche, ed immunodepressione nelle popolazioni dei paesi del terzo mondo....(cosi' si ottiene il controllo della popolazione che sara' sempre piu' malata...).
Inoltre le Banche truffano gli stati: esempio la Banca europea NON paga l'IVA sulla stampa del denaro che effettua e rivende a prezzo nominale agli stati stessi; anche in Italia le Banche emettono moneta elettronica senza pagare l'IVA !
Oltre al fatto che le Banche emettono denaro 100 e piu' volte, della loro possibile copertura finanziaria, cio' significa cheemettono moneta elettronica (bitNON DENARO, (senza neppure pagare l'IVA per il loro servizio-lavoro) ma cifre elettroniche e richiedono anche gli interessi che sono pagati dal ns lavoro, questa e' TRUFFA con il consenso dello Stato a sfavore dei propri cittadini ! e' il colmo di tutto !

Le Banche nella Comunita' Europea (EU) lavorano in regime di esenzione IVAperche' ?
....e non pagano le Tasse (vedi video)
 

L'avvocato Stanca di Napoli (Italy) ha da diversi anni iniziato a denunciare alla magistratura
 (con un centinaio di cause in atto) le malefatte delle Banche che non sono solo quelle ormai ben note anche alla popolazione, ma anche per: l'anatocismo, l'usura, l'accredito tardivo dei versamenti, commissioni di massimo scoperto, SIGNORAGGIO ovvero il fatto che le banche centrali, pur essendo aziende privatestampano illegalmente da proprietarie le banconote, al costo della sola carta e dell'inchiostro, per poi venderle agli stati che gliele paga con Buoni del Tesoro.
Questo e' un grave ed illecito meccanismo che crea dal NULLA il "debito pubblico" !!
vedi: marra.it

BASTA con i debiti verso le Banche che ci TRUFFANO
Gli stati, che poi siamo noi cittadini, debbono stampare essi stessi la propria moneta, NON le banche (che ce lo vendono a valore nominale...) anche perche' la legge glielo PROIBISCE....ma i politici e gli enti statali di "controllo"...che sono a loro legati....fanno finta di nulla !
banchieri immettono i loro uomini nelle varie banche importanti del mondo o come Presidenti, affinche' facciano cio' che essi vogliono....indebitare gli stati....
 
Perché il sistema bancario e' già crollato, cioe' e' in banca rotta per il credito frazionato... From: "Enrico Frassinetti" enrico.frassinetti@fastwebnet.it
Questa considerazione, e' ampiamente da me sostenuta, tanto e' vero, che i calcoli fatti su questa strada di cognizione, sono stati quelli che mi avevano indotto a prevedere con diversi anni in anticipo, la gravità profonda e strutturale di questa crisi che e' irreversibile e così drammaticamente demolitiva.
Per questi motivi, che tu hai citato, l'intero sistema produttivo, in diretta conseguenza a quello da te citato, e' destinato a crollare fino a far arrivare a zero totale i parametri econometrici di fondo, proprio perche' verrano intaccate le basi della produttività, degli investimenti, del risparmio.
Davvero abbiamo ancora pochissimi anni davanti (non più di due e mezzo), prima di trovarci tutti a guardarci solo negli occhi, per far a gara a chi li cava per primo, per mangiarseli.
Dobbiamo correre ai ripari, molto tempo prima, almeno noi che sappiamo, guardando molto più in avanti, e non possiamo limitarci solo alla creazione di una moneta priva di debito, ma dobbiamo anche pensare ad inserire un modello di produttività che sia in costante e veloce crescita, esponenzialmente parlando, andando a toccare tutte quelle forme di lavoro manuale, che possa accellerare un processo di turn over, per alimentare più velocemente in positivo la moneta stessa.
La rimoltiplicazione finanziaria, insieme a tutte quelle altre soluzioni di wash/clearing banking (da me sempre condivisa con te) dobbiamo farla girare ugualmente, ma non senza una azione contemporanea e contestuale, che ci permetta un welfare in veloce crescendo e che viaggi sempre con rapporto 1:1, in affiancamento all'emissione monetaria.
Noi sappiamo molto bene, dove applicare questo welfare, anche in diversi settori, e svilupparli in maniera di creare un indotto produttivo, con una crescita ed una velocità ritenuta oggi da molti, impensabile che potesse essere possibile l'essere raggiunta.
Fare diversamente, senza considerare questo parametro econometrico fondamentale, si creerebbero le stesse ed identiche situazioni inflattive, entro pochissimo tempo, considerando l'esplosione demografica in cui stiamo per imbatterci nel brevissimo periodo.
Tu ormai sai molto bene, che la nostra individuale lotta e' quella di creare, non solo una moneta alternativa, ma anche quello di far gravitare intorno ad essa, tutti quegli altri fattori di congiunzione economica che danno la sostenibilità alla moneta stessa, di renderla ben solida.
Per questo obiettivo logico, il nostro percorso dello sviluppo di Alpha&Omega e' più lento e meno visibile, ma non di meno efficacia.
Si pensava che subentrare in un campo di azione, come quello che tutti noi signoraggisti, insieme abbiamo voluto sostenere e creare, (ed abbiamo creato), sia su sovranità monetaria, che su arcipelago moneta, potesse aiutarci entrambi a fare la cosa più giusta, ma con il fatto che la CCR ci ha messo lo zampino, (per propria convenienza di controllo sulla nascita degli strumenti di minaccia dei loro incassi derivanti dal signoraggio), ci ha, ma soltanto temporaneamente, rallentato la nostra corsa per fare la cosa giusta.
Da molti anni, la creazione delle "fondamenta" necessarie, stanno portando via molti anni di impegno, ma dovrà pur arrivare il momento in cui tutte le strade percorse da tutti coloro che consciamente o meno, lavorano intorno alle sole monete complementari, si convergeranno in quella alternativa, perche' tutti si renderanno conto e si troveranno con in mano un pugno di mosche, sopratutto poi, quando i governi e le banche, adotteranno obbligatoriamente gli accordi internazionali della Mondex, precedentemente fatti per la creazione e sviluppo dell'AMERO, che tu conosci,  in sostituzione del dollaro.

L'evidenza della trasformazione del "signoraggio monetario", in "signoraggio" sulla "formazione dei prezzi", (PREZZO IMPOSTO) sarà quella strada che obbligatoriamente verrà impostata ed imposta, sia dal sistema
bancario, (che si trasformerà totalmente in virtuale) insieme alla Grande Distribuzione, e nessun abitante del pianeta, potrà sottrarsi più.
La stretta del credito, e' soltanto uno strumento,  che il sistema stà utilizzando, per eliminare dalla scena commerciale, tutti quei piccoli commercianti, che disturbano, in modo da drenare in tutto il globo, le quote di mercato.
Quindi, visto che questo loro programma, ci toglierà il "pane di bocca" (i commercianti locali) la strada della creazione di una moneta alternativa, e' obbligatoria, per tutti coloro che stanno testardamente impegnandosi solo sulle complementari.
Stanno cercando di farci perdere solo del gran tempo, e se noi che siamo più svegli e desti, non saremo tempestivi nel creare una VERA soluzione per i commercianti, con una VERA moneta alternativa a 360°, e che possa essere sostenibile, ci troveremo con il "becco asciutto", e non potremo fare più nulla di veloce, se non con ulteriori e gravi difficoltà e ritardi ulteriori, sommate a sofferenze.
Chi le continuerà a sostenere come soluzione definitiva, gli "scec buoni sconto", hanno chiaramente l'obiettivo di distogliere l'attenzione dal vero problema, e dobbiamo obbligatoriamente mandarli tutti a casa,  a calci nel deretano.
Queste persone sono da eliminare dalla scena, smascherandole, ma nel contempo, facendolo con strategia sopraffina, per capire anche se sono in buona fede o meno (anche se non lo credo affatto).
Pertanto, abbiamo necessità, tutti noi che siamo consci del VERO problema che abbiamo davanti, di creare tutte quelle condizioni utili per demolire questa loro intenzione, facendo emergere, non solo il loro bluff, ma nel contempo, offrire contestualmente una soluzione che sia pratica, razionale,
non complessa, e che sia semplice dall'essere attuata.
Mi auguro che anche tu possa prendere la decisione di prendere una posizione chiara, in tal senso con noi.
Perché il sistema bancario e' già crollato - L'ignoranza delle argomentazioni giuridiche
I teorici della riserva frazionaria bancaria tendono ad escludere le considerazioni giuridiche dalle loro analisi. Essi non riescono a vedere che lo studio delle questioni bancarie deve essere soprattutto multidisciplinare ed inoltre sottovalutano la stretta connessione teorica e pratica tra gli aspetti giuridici ed economici di tutti i processi sociali. In questo modo, i teorici del "free-banking" perdono di vista il fatto che la riserva frazionaria bancaria comporta una impossibilità logica da un punto di vista giuridico. Infatti, ogni prestito bancario concesso a fronte di fondi presenti in depositi a vista, risulta in una duplice disponibilità della stessa quantità di denaro: la stessa identica quantità di denaro diventa accessibile sia al depositante originale che per il mutuatario che riceve il prestito. Ovviamente, la stessa sostanza non può essere a disposizione di due persone contemporaneamente: il concedere la disponibilità di qualcosa per una seconda persona, mentre rimane ancora disponibile per la prima, e' un atto fraudolento. [1]
Tale atto costituisce chiaramente un atto di appropriazione indebita e di frode, reati commessi già durante le prime fasi dello sviluppo del moderno sistema bancario. Una volta che i banchieri hanno ottenuto, attraverso i governi, il privilegio di operare con una riserva frazionaria, dal punto di vista del diritto positivo questo metodo bancario ha cessato di essere un crimine.
Quando i cittadini agiscono in un sistema sostenuto dalla legge in questo modo, si deve escludere la possibilità di agire penalmente contro la frode. Tuttavia, questo privilegio non veste il contratto bancario di deposito monetario di una adeguata natura giuridica. Piuttosto, e' vero il contrario. Nella maggior parte dei casi questo contratto e' nullo, a causa di una discrepanza in merito al suo oggetto: i depositanti vedono l'operazione come un deposito, mentre i banchieri lo vedono come un prestito. Secondo i principi generali del diritto, ogni volta che le parti coinvolte in una transazione hanno convinzioni conflittuali circa la natura del contratto stipulato, il contratto e' nullo (error in negotio). Inoltre, anche se i depositanti e i funzionari di banca avessero convenuto che la loro operazione riveste la caratteristica un prestito, la natura giuridica del contratto bancario di deposito monetario non sarebbe più quella appropriata.
Da un punto di vista economico, e' cosa nota che e' teoricamente impossibile per le banche di restituire, in ogni circostanza, i depositi a loro affidati oltre l'importo della riserva di cui esse stesse dispongono. Inoltre, questa impossibilità e' aggravata nella misura in cui la stessa pratica bancaria corrente della riserva frazionaria tende a provocare crisi e recessioni economiche che, ripetutamente, mettono a repentaglio la solvibilità delle banche. Secondo i principi generali del diritto, i contratti impossibili da adempiere nella realtà sono anche nulli e senza effetto. Ogni contratto assurdo, e cioe' che non può portare alcun effetto sperato alla parte che lo ha concluso, perché il suo oggetto non e' materialmente o giuridicamente raggiungibile, si definisce, in diritto, “contratto impossibile”. Esempi di contratto impossibile sono “ti vendo un appezzamento di terreno su Marte o un bene demaniale”, “ti affitto un’onda dell’oceano”, “ti pago se mi fai parlare con Napoleone” etc.
Un ulteriore esempio di contratto impossibile e' quello che pretende un pagamento di un premio assicurativo a fronte di una copertura del tutto inesistente. Non posso, in pratica, vendere una polizza che non ti copre. Sarebbe come farti pagar 200 € all’anno per il risarcimento del danno da incidente stradale su Marte.
Sarebbe una truffa e nessuna legge può avvalorare una pratica truffaldina.
Tali contratti impossibili non possono nemmeno essere considerati tali dal diritto: essi sono affetti da radicale nullità ed obbligano alla immediata restituzione del prezzo. Solamente un obbligo di riserva al 100%, che potrebbe garantire la restituzione di tutti i depositi in ogni momento, o il sostegno di una banca centrale, che potrebbe fornire tutta la liquidità necessaria in tempi di difficoltà, potrebbero rendere possibili e validi tali contratti di "prestito" (con un accordo per la restituzione del valore nominale in qualsiasi momento). L'argomento che i contratti bancari di deposito monetario sono impossibili da onorare solo periodicamente ed in casi estremi, non può riscattare la natura giuridica del contratto, poiché la pratica bancaria della riserva frazionaria costituisce una violazione dell'ordine pubblico e danneggia i terzi. In realtà, poiché la pratica bancaria della riserva frazionaria espande i prestiti bancari senza il sostegno di un risparmio reale, essa distorce la struttura della produzione in quanto porta i destinatari del prestito, gli imprenditori ingannati dalla maggiore flessibilità delle condizioni di credito, a fare investimenti non produttivi.
Con l'avvento, a questo punto, dell'inevitabile crisi economica, gli imprenditori sono costretti a bloccare e liquidare questi progetti di investimento. Ne risultano elevati costi economici, sociali e personali, che dovranno essere sostenuti non solo da imprenditori "colpevoli" di presunti errori, ma anche da tutti gli altri agenti economici coinvolti nel processo della produzione (i lavoratori, i fornitori, etc.). Pertanto non si può sostenere che, come fanno il White, il Selgin ed altri, in una società libera le banche ed i loro clienti debbano essere liberi di fare gli accordi contrattuali che essi ritengono più appropriati. [2]
Perché, anche se fosse trovato un accordo soddisfacente per entrambe le parti, esso non e' valido se rappresenta un abuso del diritto e se danneggia terze parti, disturbando, quindi, l'ordine pubblico.
Questo varrebbe per i depositi bancari monetari che si svolgono in un sistema di riserva frazionaria ed in cui, contrariamente alla norma, entrambe le parti fossero pienamente consapevoli della vera natura giuridica e delle implicazioni di tale accordo. Hans-Hermann Hoppe [3] spiega che questo tipo di contratto e' dannoso per i terzi in almeno tre modi diversi.
In primo luogo, l'espansione del credito aumenta la quantità di moneta e, di conseguenza, diminuisce il potere d'acquisto delle unità monetarie detenute da tutti gli altri con saldi in contanti: delle persone, cioe', le cui unità monetarie perdono in potere d'acquisto in relazione al valore che avrebbero avuto in assenza dell'espansione del credito. In secondo luogo, i depositanti, in generale, sono lesi, poiché il processo di espansione del credito riduce la probabilità che, in assenza di una banca centrale, essi siano in grado di recuperare tutte le unità monetarie originariamente depositate; se invece esiste una banca centrale, i depositanti vengono lo stesso ingannati in quanto, anche se e' garantito il rimborso dei loro depositi, in qualsiasi momento, nessuno può garantire loro che saranno rimborsati in unità monetarie con potere d'acquisto identico (non diminuito) rispetto all'originale. In terzo luogo, vengono lesi tutti gli altri mutuatari e tutti gli agenti economici in quanto la creazione di credito fiduciario e la sua iniezione nel sistema economico, mette a repentaglio l'intero sistema del credito e distorce la struttura della produzione.
Aumenta così il rischio che gli imprenditori avviino progetti che non andranno a buon fine, nel processo del loro completamento, causando indicibili sofferenze umane quando l'espansione del credito rientrerà nella fase della recessione economica (quando, cioe', verrà richiesto di "rientrare" in massa dalle esposizioni creditizie).[4] In un sistema
bancario libero, quando il potere d'acquisto del denaro declina in relazione al valore che la moneta avrebbe, se il credito non fosse stato esteso in un ambiente di riserva frazionaria, i partecipanti (i depositanti e, soprattutto, i banchieri) agiscono a danno di terzi. La definizione stessa della moneta, quale mezzo di scambio universale della società, rivela che qualsiasi sua manipolazione eserciterà effetti negativi su quasi tutti i terzi partecipanti in tutto il sistema economico (tutti fuorché i manipolatori stessi, finché la gente non prende consapevolezza, non si accorge chi sono e non reagisce...).
Pertanto, non importa se i depositanti, i banchieri, ed i mutuatari, raggiungono o non raggiungono volontariamente degli accordi specifici, se, attraverso la riserva frazionaria bancaria, tali accordi influenzano il denaro e procurano un danno generale al pubblico (ai terzi). Tale danno rende il contratto nullo e vuoto, a causa del suo effetto sull'ordine pubblico. [5]
Economicamente parlando, gli effetti qualitativi dell'espansione del credito sono identici a quelli del reato di falsificazione delle banconote e delle monete, reati previsti, per esempio, dagli articoli 453 e seguenti del codice penale italiano.[6]
Entrambi gli atti comportano la creazione di denaro, la redistribuzione del reddito a favore di alcuni cittadini ed a scapito di tutti gli altri, e la distorsione della struttura produttiva.
Tuttavia, da un punto di vista quantitativo, solo l'espansione del credito può aumentare la quantità di moneta ad un ritmo abbastanza veloce e su una scala grande abbastanza per nutrire una crescita artificiale e provocare una recessione.
Nel confronto all'espansione del credito in un sistema bancario a riserva frazionaria e la manipolazione di fondi da parte dei governi e delle banche centrali, il reato di falsificazione di monete e' un gioco da ragazzi, con conseguenze sociali praticamente impercettibili. Le suddette considerazioni giuridiche non hanno mancato di influenzare il White, il Selgin, ed altri moderni teorici della libera pratica bancaria: essi hanno proposto, come ultima linea di difesa per garantire la stabilità del loro sistema, che le "libere" banche stabiliscano una clausola di "salvaguardia" sulle loro banconote e sui depositi a vista, una clausola per informare i clienti che la banca può decidere in qualsiasi momento di sospendere o di rinviare la restituzione dei depositi od il pagamento di banconote in contanti.[7]
Chiaramente l'introduzione di questa clausola significherebbe eliminare dai corrispondenti strumenti una caratteristica importante del denaro: una liquidità perfetta, vale a dire, immediata, completa e non condizionata. Così non solo i depositanti verrebbero costretti a diventare finanziatori forzati secondo la volontà del banchiere, ma il deposito diventerebbe un tipo di contratto aleatorio, o d'azzardo, in cui la possibilità concreta di ritirare il denaro depositato dipenderebbe dalle circostanze particolari di ogni momento. Può non esserci obiezione alcuna alla decisione volontaria di alcune parti di stipulare un tale contratto aleatorio atipico come quello di cui sopra. However, even if a “safeguard” clause were introduced and participants (bankers and their customers) Tuttavia, anche se venisse introdotta una clausola di "salvaguardia" ed i partecipanti (i banchieri ed i loro clienti) ne fossero perfettamente consapevoli, nella misura in cui queste persone e tutti gli altri agenti economici soggettivamente considerassero i depositi a vista e le banconote come perfetti sostituti monetari, la clausola in questione sarebbe solamente capace di prevenire l'immediata sospensione dei pagamenti o il fallimento delle banche nel caso di una corsa agli sportelli.
Ma non sarebbe sufficiente ad impedire il ripetersi di tutti i processi di espansione, crisi e recessione che sono tipici del settore bancario in un sistema di riserva frazionaria e che danneggiano gravemente i terzi e perturbano l'ordine pubblico. (Non importa quali "clausole opzionali" siano incluse nei contratti, se il grande pubblico considera i suddetti strumenti quali perfetti sostituti denaro, liquidi ed esigibili.) Quindi, al massimo, le clausole opzionali possono proteggere le banche, ma non la società nel suo insieme, né il sistema economico, dalle successive fasi di espansione del credito, crescita e recessione.
Pertanto, l'ultima linea di difesa del White e del Selgin, non abolisce in nessun modo il fatto che la riserva frazionaria bancaria infligga danni gravi e sistematici a terzi e che sconvolga l'ordine pubblico.[8]

Note:
1 - In: Hoppe, “How is Fiat Money Possible?—or, The Devolution of Money and
Credit”, p. 67.
2 - Si veda, ad esempio, White, "Competition and Currency" (New York: New York University Press, 1989), pp. 55–56, e Selgin, “Short-Changed in Chile”, p. 5.
3 - In: Hoppe, “How is Fiat Money Possible?—or, The Devolution of Money and Credit”, pp. 70-71.
4 - Il carattere multidisciplinare inerente all'analisi critica del sistema bancario a riserva frazionaria e la conseguente importanza di entrambe le considerazioni giuridiche ed economiche in questa analisi, non rappresenta solo il punto focale di questo testo; Walter Block li mette anche in evidenza nel suo articolo, “Fractional Reserve Banking: An Interdisciplinary
Perspective”, pubblicato come capitolo 3 di "Man, Economy, and Liberty:
Essays in Honor of Murray N. Rothbard", Walter Block e Llewellyn H.
Rockwell, Jr., (Auburn, Ala: Ludwig von Mises Institute, 1988), pp. 24–32.
Block ricorda il fatto curioso che nessun teorico della moderna Scuola del Free-Banking a Riserva Frazionaria abbia elaborato una tesi critica e sistematica contro la proposta di un sistema bancario con l'obbligo di riserva al cento per cento. In realtà, fatta eccezione per un paio di osservazioni dell'Horwitz, i teorici della pratica neo-bancaria non hanno nemmeno tentato di dimostrare che in un sistema bancario con il requisito della riserva al cento per cento non si riesca a garantire "l'equilibrio monetario" ed un'assenza dei cicli economici. Vedi Horwitz, “Keynes' Special Theory,” pp. 431-32, nota 18.
5 La nostra posizione su questo punto e' ancora più radicale di quella che prende Alberto Benegas Lynch nel suo libro "Poder y razón razonable" (Buenos Aires e Barcellona: Libreria "El Ateneo" Editoriale, 1992), pp. 313–14.
6 -  Art. 453 - Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato,
previo concerto, di monete falsificate - e` punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 516 a euro 3.098 ; 1) chiunque contraffa` monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori; 2) chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l`apparenza di un valore superiore; 3) chiunque, non essendo concorso nella contraffazione o nell`alterazione, ma di concerto con chi l`ha eseguita ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate; 4) chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate.
Art. 454 - Alterazione di monete -
Chiunque altera monete della qualita` indicata nell`articolo precedente, scemandone in qualsiasi modo il valore, ovvero, rispetto alle monete in tal modo alterate, commette alcuno dei fatti indicati nei numeri 3 e 4 del detto articolo, e` punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 516.
Art. 455 - Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate -
Chiunque, fuori dei casi preveduti dai due articoli precedenti, introduce nel territorio dello Stato, acquista o detiene monete contraffatte o alterate, al fine di metterle in circolazione, ovvero le spende o le mette altrimenti in circolazione, soggiace alle pene stabilite nei detti articoli ridotte da un terzo alla meta`.

e' importante notare che l'espansione del credito, come la falsificazione di denaro, infligge danni particolarmente diffusi nella società e, pertanto, sarebbe estremamente difficile, se non impossibile, lottare contro questo crimine sulla base della dimostrazione, da parte di ogni persona lesa, del danno subito. Il reato di produzione di moneta falsa e' definito nei termini dell'autore dell'atto, e non nei termini degli specifici danni personali causati da tale atto.

7 - Tali "clausole opzionali" sono state in vigore per le banche scozzesi dal 1765 al 1730 che si riservavano il diritto di sospendere temporaneamente il pagamento in specie delle banconote che le banche stesse avevano emesso.
Così, in riferimento alle corse agli sportelli, il Selgin dichiara: Le banche, in un sistema bancario libero, potrebbero tuttavia evitare un simile destino mediante l'emissione di passività contrattualmente soggette ad una 'limitazione' dei pagamenti in base monetaria. Limitando i pagamenti, le banche possono isolare le monete a magazzino ed altre grandezze nominali dagli effetti correlati al panico. (Selgin, "Free Banking and Monetary Control", p. 1455)
Il fatto che il Selgin consideri il ricorso a tali clausole, per evitare la corsa agli sportelli, e' tanto significativo, in termini di "solvibilità" della propria teoria, quanto e' sorprendente, da un punto di vista giuridico, che sia fatto un tentativo di basarsi su un sistema di espropriazione, anche se parziale e temporaneo, dei diritti di proprietà dei depositanti e dei titolari di banconote che, in caso di crisi, potrebbero essere trasformati in finanziatori forzati e non sarebbero più considerati come dei veri depositanti e dei titolari di unità monetarie o, più specificamente, di perfetti sostituti del denaro.
Ricordiamoci di un commento dello stesso Adam Smith:
Gli amministratori di alcune di queste banche [scozzesi] talvolta hanno approfittato di questa clausola facoltativa e talvolta minacciavano quanti chiedevano oro e argento in cambio di un numero considerevole di loro banconote, che essi ne avrebbero tratto un profitto, a meno che tali richiedenti si fossero accontentati solo di parte di quanto richiedevano.
(Smith, An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations, libro II, cap. 2, pp. 394-95)
Sulle clausole opzionali, vedere Parth Shah J., "The Option Clause in Free Banking Theory and History: A Reappraisal", un manoscritto presentato alla 2a Conferenza degli studiosi austriaci (Auburn, Ala: Ludwig von Mises Institute, 4-5 aprile, 1997), poi stampato nella Review of Austrian Economics 10, n. 2 (1997): 1–25.

8 - E 'interessante notare che molti teorici del sistema bancario libero, non riescono a vedere che il sistema bancario a riserva frazionaria e' illegittimo dal punto di vista dei principi generali del diritto e che, invece di proporre l'eliminazione della riserva frazionaria bancaria, suggeriscono che il sistema bancario debba essere completamente privatizzato e che la banca centrale sia eliminata. Questa misura tenderebbe certamente a controllare l'abuso praticamente illimitato che le autorità hanno commesso nel settore finanziario, ma non sarebbe sufficiente ad impedire la possibilità di abusi (su scala ridotta) nella sfera privata. Questa situazione assomiglia a quella che si verrebbe a creare se ai governi fosse permesso di adoprarsi sistematicamente in omicidi, rapine, o in qualsiasi altro reato. Il danno per la società sarebbe enorme, dato l'enorme potere e la natura monopolistica dello Stato. La privatizzazione di questi atti criminali (una fine alla perpetrazione sistematica da parte dei governi) sarebbe senza dubbio tendente a "migliorare" considerevolmente la situazione, dal momento che il grande potere criminale dello Stato scomparirebbe ed agli operatori economici privati verrebbe consentito di sviluppare, spontaneamente, dei metodi per difendersi e prevenire tali crimini. Tuttavia, la privatizzazione dell'attività criminale non e' una soluzione definitiva ai problemi che pone la criminalità. Possiamo solamente risolvere completamente questi problemi attraverso la lotta alla criminalità, con tutti i mezzi possibili, anche quando gli autori sono dei privati.
Così possiamo concludere con Murray N. Rothbard che, in un sistema economico ideale di libero mercato:
I banchieri della riserva frazionaria non devono essere trattati come dei semplici imprenditori che hanno fatto delle scelte imprenditoriali infelici, ma come dei contraffattori e dei responsabili di appropriazione indebita che devono essere repressi dalla piena maestà della legge. Debbono essere obbligati a rimborsare tutte le vittime e a subire delle pene carcerarie sostanziali sì da servire come deterrente, così come lo e' l'essere puniti per questa attività criminale.
(Murray N. Rothbard, “The Present State of Austrian Economics”, Journal des Economistes et des Etudes Humaines 6, n. 1 [marzo 1995]: 80–81; ristampato in Rothbard, "The Logic of Action I" [Cheltenham, UK: Edward Elgar, 1997], p. 165)

Elaborato da: Jesus Huerta de Soto, Money, Bank Credit, and Economic  Cycles - Auburn: Mises Institute, 2006
Tratto dal capitolo: La responsabilità della magistratura (i reati, gli  orrori contabili), nel libro di prossima uscita MONETA NOSTRA - By Marco Saba.

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La RISERVA FRAZIONARIA

Poniamo che di questi tempi vi venga in testa un'idea del tutto balorda: decidete di andare in banca a ritirare gran parte dei soldi che riposano sul vostro conto corrente. Non so, forse, stupidamente, siete convinti che essi possano stare più al sicuro da qualche altra parte. Forse, spaventati da trasmissioni demenziali che propongono il divieto di usare il contante, avete pensato che sarebbe meglio darsi una mossa e prelevarne una parte finche' si e' in tempo.
In fondo non importa la ragione, voi semplicemente avete avuto questa balzana idea di andare in banca a prelevare parte dei vostri soldi in contante.

Entrate dopo aver svuotato almeno due volte le tasche nel portaoggetti, vi presentate allo sportello e reclamate il vostro ammontare costituito da almeno quattro cifre. Per ammontari più modesti non perdete neanche tempo, ricordatevi che c'e' sempre a disposizione il bancomat, meraviglia del progresso e frutto dell'ingegno imprenditoriale, il quale vi offre il vantaggio di non costringervi a svuotare le tasche prima di unirvi agli altri clienti con il numerino in mano e in attesa di essere serviti.

Lo sportellista di banca, piuttosto allarmato soprattutto nel caso in cui l'ammontare richiesto sia non di quattro, ma addirittura di cinque cifre, chiama subito il direttore ...

... che arriva ansimando e comincia: la legge di qua, le disposizioni di là, la circolare di sopra, per l'antiriciclaggio di sotto, però ci voleva il preavviso... bla bla bla.. insomma per farla breve e' chiaro che il vostro malloppo non ve lo sganciano volentieri.
Leggendo alcune esperienze pubblicate sul web, qualche cliente più esuberante a questo punto si incazza pure alzando la voce e dicendo:
«Ma stiamo scherzando ?? Quei soldi sono miei, ho diritto a riaverli» !

A tal punto i casi sono due: o sganceranno quanto richiesto con evidente malumore, intimoriti soprattutto dagli schiamazzi che state facendo, oppure, rivelandosi ben più tosti e ostinati di quanto aveste creduto in prima battuta, vi convinceranno a ritornare un altro giorno.

In questo secondo caso, quando tornerete qualche giorno dopo potrete finalmente mettere le mani sul conquibus tanto a lungo trattenuto. Contenete però la vostra gioia, soprattutto nel caso in cui l'ammontare prelevato superi abbondantemente i venti o trentamila euro. La possibile visita di cortesia della Guardia di Finanza a casa vostra potrebbe infatti suscitare qualche perplessità e abbattere la vostra soddisfazione. Benché pare pongano solo qualche innocua domanda sulle ragioni della detestabile azione appena commessa, la sensazione di sentirsi implicitamente considerati al livello di uno sporco evasore, di un pericoloso bandito, di un esecrabile spacciatore, ai più non risulta affatto gradita.

In ogni caso, dopo aver portato a termine con successo la vostra balorda azione di ritirare il contante dalla banca, prendetevi qualche secondo e fate lavorare il cervello, fermatevi cioé a riflettere e ponetevi la seguente domanda:

DI CHI ERANO VERAMENTE QUEI SOLDI che figuravano a saldo del vostro conto corrente e che siete andati a reclamare con tanta tracotanza ??
Sembra una domanda stupida, e invece si tratta di una delle domande più importanti del mondo.
Ponendoci questa domanda, infatti, caschiamo diritti di fronte all'INGHIPPO giuridico più eclatante e ben celato di tutti i tempi che tanti disastri sociali ed economici ha creato negli ultimi secoli.

Ripetiamo bene la domanda: DI CHI SONO VERAMENTE QUEI SOLDI che figurano sul vostro conto corrente ??
Vediamo cosa recita la legge, cioe' l'articolo 1834 del codice di civile:
"Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed e' obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi"

ATTENZIONE alle sfumature: la banca ne acquisisce la proprietà ! Cioe' quei soldi SONO per legge della BANCA che e' tenuta a restituirli a RICHIESTA del DEPOSITANTE (?!? depositante ???!!) con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (avevano ragione sul preavviso, avevano ragione loro !).

In altre parole, questi soldi finche' non vi presentate a riprenderli e finche' effettivamente non ve li consegnano in mano, SONO di PROPRIETA' della banca benche' risultino apparentemente VOSTRI nel VOSTRO saldo di conto corrente.
E qua nella testa dei meno distratti sorge spontanea una bella domanda. Nel momento in cui la banca era DIVENTATA PROPRIETARIA dei VOSTRI soldi che avevate versate sul VOSTRO conto corrente, cosa diavolo ci aveva fatto? Li aveva messi da parte per custodirli, o li aveva usati per svolgere i propri affari ?

Formuliamo la domanda in altra maniera.
Quei soldi presenti sul vostro conto corrente sono davvero a vostra disposizione (con l'osservanza del periodi di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi) o sono stati prestati dalla banca a qualcun altro. E in tal caso, per quanto tempo li ha prestati ?

Suvvia! Siate onesti! Se non siete proprio degli ingenuotti degni di un quadro naif, non potrete che dare la risposta giusta !

Ovvio che quei soldi la banca li ha prestati a qualcuno! Altrimenti come farebbe la banca a pagarvi gli interessi (peraltro ormai ridicoli) sulle giacenze di conto corrente? Ma allora, perche' avete schiamazzato dentro la banca reclamando i soldi all'istante! Stando così le cose, VOI non siete un DEPOSITANTE. VOI quei soldi li avete PRESTATI alla banca, non li avete DEPOSITATI in banca.

Riprendo dalle lezioni di Huerta de Soto:
"Se qualcuno venisse da noi e ci dicesse: «deposita i soldi presso di me, te li custodisco per bene, te li lascio sempre a completa disposizione e in più ti pago anche gli interessi», senza dubbio ci suonerebbe come un ottimo affare. Ma per credere che sia tutto vero bisognerebbe essere degli idioti. E' ovvio che c’e' l’inganno, che c’e' il trucco. Eppure sono proprio gli stessi termini che ci propone il banchiere e che accettiamo nel contratto di conto corrente".

Capito il trucco? Ci chiamano depositanti, la legge stessa ci definisce depositanti, ma in realtà noi siamo dei prestatori, siamo dei mutuanti !!!

Quindi se la banca questi soldi a sua volta li ha prestati a qualcuno (e non li ha prestati certo per 3-4 giorni o per una settimana), come diavolo fa a poterli restituire così, su due piedi, su improvvisa richiesta, o a distanza di qualche giorno, a chiunque si presenti in banca per ritirarli ??

Ohibò. Signori, forse state cominciando ad avere qualche legittimo sospetto che fa sorgere altre domande.

Forse a questo punto vi chiederete anche, ma quando paghiamo o preleviamo con il bancomat una cifra inferiore, non vale lo stesso ragionamento? Come facciamo a disporre di una cifra che in realtà e' di PROPRIETA' della banca e nel frattempo e' stata prestata a qualcun altro magari per un periodo di tempo di due o tre anni? Ma che razza di magia e' questa?

Insomma se questi euro li abbiamo prestati alla banca, e la banca li ha prestati a qualcun altro, essi sono quindi in mano o nel conto corrente ANCHE di qualcun altro.

Come fanno quindi gli stessi dannati euro ad essere a vostra disposizione anche sul vostro conto corrente?

Ancora una volta, quindi, chiediamoci:
DI CHI SONO VERAMENTE QUESTI SOLDI ?? Chi e' il vero proprietario di questi fantomatici soldi ? VOI, LA BANCA o il SOGGETTO TERZO al quale sono stati prestati ?

Il bello, o il brutto, vedete voi, e' che la banca quegli stessi soldi li ha prestati non a uno solo, ma ad altri nove soggetti ciascuno dei quali, proprio come fate voi li tiene su un conto corrente ed esattamente come voi pensa di essere il legittimo proprietario e pensa di disporne liberalmente (almeno fino alla scadenza del termine convenuto dal prestito concesso dalla banca).

QUINDI LA RISPOSTA QUALE E' ?
CHI HA IL PIENO DIRITTO DI PROPRIETA' SU QUESTI SOLDI ?
SONO DIECI SOGGETTI TUTTI CONTEMPORANEAMENTE ?
E' possibile mai questa assurdità ??

AHIME'... signori, questa assurdità e' possibile: questa magia non e' niente altro che la riserva frazionaria. Un paradosso frutto di un aborto giuridico creato appositamente per concedere al banchiere un privilegio unico ed estremamente potente.

La riserva frazionaria e' anche la ragione per cui da che mondo e' mondo si verificano forti cicli economici, accompagnati da devastanti crisi bancarie e sistemiche. Non sono gli speculatori, non sono i terremoti, non sono i commercianti o gli evasori, non sono la globalizzazione. i CDS, gli spread, lo short selling, o qualche altra diavoleria. E' la riserva frazionaria!

Con la Tragedia dell'Euro, con la crisi del Dollaro, con la crisi globale di questo III millennio siamo solo davanti al peggior ciclo e alla peggiore crisi di tutti i tempi. L'immensa forza devastatrice che questa crisi porta con sé e di cui abbiamo appena visto una prima leggera manifestazione nel 2008 e una seconda ancora leggera in questi ultimi mesi, e' resa possibile dall'intervento sistematico delle banche centrali che per quasi 100 anni hanno posticipato il giorno della resa dei conti: quello in cui i 10 presunti proprietari della stessa cifra di denaro si presenteranno allo stesso sportello per richiedere lo stesso ammontare di denaro.

Ammontare di denaro, tuttavia, che non e' più niente, solo un numero, al più un pezzo di carta colorato riproducibile a volontà dalla banca centrale. Però, quella riproduzione fisica a volontà, necessaria per soddisfare solo la metà di quei 10 proprietari, avrebbe conseguenze devastanti. Non a caso, con la scusa di fare la guerra a quegli appestati meglio noti come evasori fiscali, da qualche tempo e' partita la campagna mediatica mirata a vietare, tassare, o abolire il contante.

E' infatti togliendo alla gente l'ultima pretesa di rivalere la proprietà del denaro su qualcosa di fisico, cioé smaterializzando al 100% il denaro, che l'aborto giuridico sottostante alla riserva frazionaria potrebbe essere tenuto nascosto ancora a lungo, mentre gli inevitabili effetti negativi ad esso collegati potrebbero essere posticipati ancora per qualche anno.

La sostanza tuttavia non cambia, il problema sotto c'e', si e' stratificato per cento anni, oggi e' enorme, la sua risoluzione sarà dolorosissima, e continuando a posticiparla con qualche escamotage tipo tassare o vietare il contante non si farà che aggravarla ancora.

Quindi se ancora non l'avete capito, questa crisi, questa enorme crisi non e' niente altro che il risultato di una TRAGEDIA GIURIDICA. Al fine di privilegiare l'attività bancaria rispetto a ogni altra attività commerciale, per motivi ben noti a chi del tutto idiota non e', la legislazione sul contratto di deposito bancario ha lasciato una ampia e drammatica zona di grigio sulla proprietà del denaro che si muove attraverso il sistema bancario.

Se ogni conflitto, problema, crisi, e' sempre riconducibile ad una cattiva definizione dei diritti di proprietà, la proprietà sul denaro bancario rimane totalmente indefinita e confusa a causa di un contratto che non costituisce né un deposito né un prestito ma vuole essere entrambe le cose allo stesso tempo. Questo e' l'errore più tragico di tutti che sta a monte di qualunque problema economico del passato e del presente.

Se volete saperne di più e ancora non l'avete fatto, leggetevi uno in fila all'altro “
Cosa e' il Denaro e La Tragedia dell'Euro, sono testi alla portata di tutti che dovrebbero essere letti da tutti già in età scolare. I principi e i concetti in essi contenuti dovrebbero essere noti a tutti coloro che hanno un conto in banca; dovrebbero fare parte della cultura di ogni indignato che si rispetti e che vuole evitare di tirarsi solo la zappa sui piedi; purtroppo, all'alba del terzo millennio, sono principi e concetti che neanche una persona su centomila conosce o sospetta minimamente.
By Francesco Carbone - Fonte 
USEMLAB – Tratto da: luogocomune.net


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SISTEMA FINANZIARIO VERO POTERE  - By Emanuela Randazza  - www.informazione.it
Molte persone credono che le banche siano istituzioni che investono i risparmi dei clienti per produrre profitti. Non immaginano neppure lontanamente la vera natura dell'istituzione bancaria. Non associano affatto le crisi economiche, la disoccupazione o le guerre, al sistema finanziario, e quindi non comprendono la vera natura del potere che oggi vessa il mondo intero.
Per giungere alla verità basterebbe sapere che il denaro prestato dalle banche non esiste, e' “moneta virtuale”, che pur non esistendo viene caricata di interessi. La banca crea denaro semplicemente scrivendo la cifra sullo schermo del computer, ma i pagamenti del debito devono essere puntuali, altrimenti si impadronisce dell'automobile o della casa, che sono beni reali.
Le banche hanno il potere di stampare denaro. Tale potere viene esercitato in segretezza. I mass media utilizzano parole e concetti per nascondere tale realtà. Ad esempio, parlano della Banca Europea come fosse legata all'Europa, e non dicono che essa e' un'istituzione controllata da pochi privati. Lo stesso avviene per la Federal Reserve , il cui presidente viene nominato dal presidente americano, per dare ad intendere che si tratta di un'istituzione governativa. E invece essa e' nelle mani di un gruppo di banchieri privati.
Oggi le banche hanno lo scopo principale di saccheggiare i paesi, fornendo banconote con su scritto “Pagabile a vista al portatore”, che in realtà non hanno alcun valore, ma producono debito.
Le banche indebitano gli Stati senza dare nulla se non pezzi di carta stampati. E i popoli si impoveriscono per pagare il debito pubblico che in realtà e' una truffa. Ciò significa che noi paghiamo oltre l'1% del nostro Pil annuo ad un gruppo di persone che agiscono e dominano con metodi mafiosi.
Le leggi che regolano il sistema bancario occidentale sono irrazionali e disumane. Si persegue un profitto illimitato, a danno degli esseri umani.
L'élite finanziaria ha acquisito questo enorme potere attraverso i secoli, utilizzando tutti i mezzi possibili, compresi la guerra, lo sterminio e la criminalità. Con le guerre, le banche acquisiscono ulteriore potere, perché possono concedere prestiti ai paesi in guerra, e dopo la guerra finanzieranno la ricostruzione, ricavando altri profitti.
Il potere finanziario e' stato sempre un potere imperiale, che mira ad assoggettare i popoli e ad accrescere il proprio dominio nel mondo.
Nel Settecento il potere finanziario era nelle mani dell'Olanda, che lo rafforzava con metodi violenti e predatori: commerciava schiavi e attuava altri commerci (zucchero, spezie ecc.) che fiorivano grazie alla manodopera schiavile. In seguito alle guerre napoleoniche, l'Inghilterra iniziò a rafforzarsi e a sottrarre all'Olanda il monopolio del commercio degli schiavi. I banchieri inglesi puntarono alla rivoluzione industriale. L'industria avrebbe accresciuto notevolmente i loro profitti, e li avrebbe trasformati in creditori, persino verso gli Stati Uniti. Questi ultimi utilizzeranno le due guerre mondiali per indebolire l'Europa e piegarla alle loro regole finanziarie. Lo sfruttamento dell'Africa, dell'Asia e del Sud America aveva permesso ai paesi europei e agli Stati Uniti di sviluppare la propria economia. Come spiega Maurizio Zenezini:
E’ sostanzialmente durante il secolo inglese che nasce il “terzo mondo”. Sono soprattutto i paesi asiatici e africani che perdono terreno rispetto all’Europa. E’ difficile negare che la crescita economica dei paesi occidentali a partire dal secolo diciannovesimo abbia contribuito in maniera netta a rallentare la crescita industriale dei paesi del Terzo Mondo.... L'esperienza coloniale ha effettivamente rappresentato un potente fattore di blocco dello sviluppo dei paesi in ritardo economico... un paese industriale come l’India fu trasformato nel XIX secolo nella "fattoria della Gran Bretagna". I paesi europei e gli Stati Uniti, pur aprendosi ai commerci internazionali nel corso del XIX secolo, poterono evitare il declino economico anche grazie a politiche protezionistiche e di difesa delle industrie nazionali... Stati Uniti, Regno Unito e Germania sono i protagonisti della storia economica del periodo che va dal 1870 alla prima guerra mondiale.... La Gran Bretagna , com’e' noto, manteneva persistenti avanzi commerciali verso l’India, che dopo il 1870 divenne il primo mercato per le esportazioni industriali inglesi – le quali non trovavano sbocchi nei paesi europei e negli Stati Uniti, che adottarono politiche protezionistiche fino ai primi anni del XX secolo. Agli avanzi commerciali inglesi corrispondevano afflussi di capitali che la Gran Bretagna investiva con elevati rendimenti soprattutto negli Stati Uniti e impiegava per finanziare le importazioni dagli Stati Uniti e dalla Germania che stavano sviluppando industrie competitive al riparo delle tariffe protezionistiche in settori importanti come la chimica, la siderurgia e la meccanica... l’India poté diventare esportatrice di oppio verso la Cina e di materie prime verso la Gran Bretagna smantellando l’industria artigianale locale. Nello stesso momento in cui queste triangolazioni commerciali e finanziarie distruggevano le basi industriali dei paesi asiatici l’incorporamento dei piccoli contadini nei circuiti internazionali finanziari e delle materie prime e l’estensione della superficie destinata a produrre merci cash crops per l’esportazione a spese dell’agricoltura di sussistenza avviarono cicli di carestie e generarono situazioni di indigenza endemica.[1]
L'economia reale si basa sulla quantità di denaro in circolazione. Se c'e' poco denaro la gente deve ridurre la spesa, le industrie riducono la produzione e licenziano, e questo riduce ancora di più il denaro da spendere. In questo modo si apre una crisi.
I grandi banchieri decidono se creare una crisi oppure no. Nel 1929, fecero aumentare i prezzi delle azioni, fino a quando raggiunsero livelli molto elevati. L'aumento vertiginoso doveva servire ad attrarre molte persone. A metà del 1929, ben nove milioni di americani avevano investito in borsa. A questo punto, i banchieri avevano tutto l'interesse a provocare la crisi. Il crollo sarebbe servito ad impossessarsi di una quantità enorme di beni (negozi, industrie, piccole banche, case, automobili ecc.) di coloro che non avrebbero più potuto pagare i debiti.
L'aumento o il ribasso azionario sono dovuti ad elementi di natura informativa o psicologica, e i banchieri possono controllare e condizionare le notizie che riguardano la Borsa.
Nell'ottobre del 1929, la caduta del valore delle azioni, provocata dai banchieri di Wall Street, produsse effetti devastanti. Le banche esigevano i pagamenti e i clienti non potevano pagare. Le industrie cessarono la produzione, e molte persone rimasero disoccupate. Piccole banche e industrie diventarono proprietà dei grandi banchieri che avevano innescato la crisi. Milioni di persone rimasero disoccupate o andarono in bancarotta, e alcune di esse si suicidarono.
La truffa del crollo del 1929 era stata compresa da Emile Moreau, governatore della banca di Francia, che l'8 febbraio del 1928 aveva scritto nel suo diario: "Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione".[2] I banchieri avevano agito in modo da bloccare l'economia, e questo si sarebbe riversato anche sul mercato borsistico. Sarebbe inevitabilmente scoppiata una grave crisi, che si ebbe il 29 ottobre del 1929.
La quantità di denaro da mettere in circolazione viene decisa dalle banche. Le banche possono alzare o abbassare il tasso di sconto, e così favorire o impedire i prestiti. I banchieri sono guidati da logiche di potere e di profitto. Il crollo di Wall Street doveva servire anche a mettere in crisi alcuni paesi europei, come la Germania , in modo tale da portare la popolazione alla disperazione, e aumentare le probabilità di un governo dittatoriale.[3]
Lo scorso 27 febbraio, il crollo della borsa di Shanghai, che ha fatto perdere al mercato cinese 107 miliardi di dollari, e ha causato in Europa la perdita di 270 miliardi e di 210 miliardi alla Borsa statunitense, e' stato prodotto da informazioni e da speculazioni. Alan Greespan aveva parlato di una grave e imminente recessione negli Usa, e questo non poteva non produrre reazioni. I grandi banchieri manovrano le informazioni finanziarie e possono orientarle come vogliono, favorendo alcuni mercati e distruggendone altri.
L'élite finanziaria statunitense si e' imposta attraverso le due guerre mondiali. Nel 1944, le autorità statunitensi organizzarono la conferenza finanziaria internazionale di Bretton Woods (New Hampshire, Usa), per imporre al mondo il sistema valutario a loro favorevole. Il dollaro venne posto al centro del sistema finanziario, e poteva essere convertito in oro. Il prezzo del dollaro, fissato nel 1934, era di 35 dollari l'oncia (circa 1,1 $ al grammo), e rimase invariato fino al 1971.
Porre il dollaro al centro del sistema finanziario voleva dire poter condizionare e controllare l'economia di tutti i paesi del mondo. Molti di essi, alla fine della guerra, non avevano dollari nelle casse, e dovettero vendere parte del proprio oro al Tesoro americano, per avere i dollari per comprare generi alimentari, materie prime o macchine industriali.
Nel 1948, la Francia negoziò la convertibilità della propria valuta in oro, e nel giro di alcuni anni anche gli altri paesi europei e il Giappone fecero altrettanto.
Tutti i paesi furono costretti a versare al Fmi 1/4 della quota di partecipazione in oro, o il 10% delle proprie riserve d'oro in dollari. IlFmi si appropriò in breve tempo di una quantità enorme di oro.
Le autorità americane riuscirono ad impadronirsi del 70% di tutte le riserve mondiali di oro. Ma con lo sviluppo economico del Giappone e dell'Europa, le riserve diminuirono. Nel 1960 erano scese al 44% e nel 1971 si erano ridotte al 21%.
Per questo motivo, le banche americane decisero di sganciare il dollaro dall'oro.
Nell'agosto del 1971, l'amministrazione Nixon, unilateralmente, decise di abolire la convertibilità del dollaro in oro. Il prezzo del petrolio salì. Ciò provocò una crisi del sistema monetario internazionale e l'inflazione colpì soprattutto i paesi più poveri.
Nel 1979, nacque il sistema monetario europeo, che imponeva ai paesi membri di versare il 20% delle riserve in oro e il 20% delle riserve in dollari in cambio di Ecu, che poi diventeranno Euro. Di tutto questo beneficiava un sistema finanziario centrale, che era gestito da privati.
Firmando il trattato di Maastricht., anche l'Italia si e' sottomessa a questo sistema, che oggi costa gran parte del nostro Pil, e impedisce al nostro paese un reale progresso economico.
Nel 1992, il governo Amato, per privatizzare la Banca d'Italia si rivolse alle tre grandi banche americane: la Merril Lynch , la Goldman Sachs e la Salomon Brothers.
Il nostro paese venne messo nelle mani dei centri del potere finanziario, con tutto quello che ne sarebbe derivato.
Il nuovo sistema finanziario americano rendeva difficile per i paesi il controllo dei cambi, che diventarono fluttuanti e rendevano possibili speculazioni di ogni genere.
I banchieri americani avrebbero acquisito un potere mai avuto prima, producendo a volontà banconote senza alcun valore, che nel circuito finanziario avrebbero conservato il valore avuto in precedenza. Ciò ha creato una finanza selvaggia, sganciata da qualsiasi parametro reale, all'interno della quale tutto poteva diventare possibile e lecito.
La Federal Reserve non notifica più l'ammontare delle banconote stampate e messe in circolazione. Le famiglie americane si sono indebitate sempre di più, anche a causa della diminuzione dei salari, e molte di esse rischiano di non riuscire a pagare e di perdere casa e automobile, che saranno rilevate dalle banche.
I banchieri americani sono disposti a fare nuove guerre per impedire il crollo definitivo di un'economia basata sul debito.
Essi hanno trasformato l'economia in un sistema assurdo e irreale, in cui le speculazioni permettono l'accumulazione di denaro, che non corrisponde a nessuna ricchezza reale e non e' stato prodotto dal lavoro.
L'élite dominante ha cancellato il valore del lavoro e ha distrutto ogni riferimento economico e finanziario reale, per poter esercitare senza limiti un potere basato sull'arbitrio e sul crimine. Il sistema finanziario oggi ha accentrato il potere come mai prima, distruggendo il potere dei governi nazionali, e acquisendo potenzialità distruttive enormi.
Le banche hanno interesse a indebitare gli Stati e i singoli cittadini, per poter incassare il guadagno sul denaro prestato, e per avere il potere di condizionare le scelte politiche ed economiche.
Per realizzare questi obiettivi, l'élite finanziaria ha messo in pratica una serie di strategie per indurre a privatizzare i beni pubblici. Ad esempio, utilizza le Borse per attuare speculazioni attraverso le quali controllare le aziende pubbliche, per farle crollare e rilevarle. La logica e' sempre la stessa: prima indebolisci, rendi una società assai mal ridotta, fai in modo da indebitarla, infine la rilevi, e nel giro di alcuni anni puoi trarre profitti. E se i profitti non dovessero arrivare, puoi sempre chiedere denaro pubblico.
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ALTRA TRUFFA BANCARIA
Le banche possono anche  lucrare su una remunerazione netta positiva pressoché pari al tasso  di interesse. Se poi si realizza un aumento della domanda nominale di moneta e il pubblico percepisce il credito circolante come sostituto perfetto della moneta effettiva,  i mezzi fiduciari saranno presentati per la conversione in beni o moneta effettiva in misura limitata o addirittura nulla.
E ciò si traduce in facili profitti per l'istituto emittente.
Attenzione alla parte più drammatica, se si versano €  100.000 sul C/C la banca e' autorizzata a prestarne circa  70.000, (tanto fino a che non scoppia il panico nessuno va a ritirare tutti il proprio denaro) Quello che riceve i 70.000 dovrà restituirli con interessi e così via.  Tutto questo avviene con pochi click al computer, non si sposta niente, sono solo numeri sui computers (moneta virtuale da computer).
A quel punto la moneta circolante andra’ più rarefacendosi e si chiederanno altri soldi in prestito alle banche centrali, le quali, ben contente gliene  stamperanno quanti ne vogliono, e il gioco ricomincia.
 Infine quando 4/5 persone che gestiscono il gioco, decidono che e' finito un ciclo economico non prestano più soldi allo stato.
Comincia il ciclo inverso, non ci sono più soldi, tutti sono insolventi, si  bloccano uno dietro l'altro gli anelli della catena commerciale, le banche iniziano i  sequestri, si appropriano di ogni bene, e la gente va ad abitare nelle tendopoli (vedi cio’ che sta succedendo negli  USA).
Tutto ciò non avverrebbe, se lo Stato si stampasse da se la moneta, e se le banche potessero prestare solamente il denaro che hanno, senza fare il giochino della riserva frazionata.

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Le TRUFFE delle Banche d'Affari agli Stati - Aprile 2012
esempio:
Prima notizia: lo Stato italiano ha dovuto pagare 2,6 miliardi di euro alla banca d´affari americana Morgan Stanley per coprire laperdita su un derivato di cui non si conosceva l´esistenza.
Seconda notizia: lo abbiamo appreso avant´ieri da un´agenzia americana, Bloomberg, che lo ha scoperto dai bilanci della banca.
Terza: il Sole-24Ore non se n´è accorto (per amor di buoni rapporti con il Governo in questo momento ?).
Quarta: Repubblica e Corriere hanno ripreso l´articolo di Bloomberg, ma il Corriere è riuscito a infarcire di errori e inesattezze un titolo già criptico: "XX Settembre: meno oneroso chiudere i contratti che rinnovarli. Il Tesoro esce dei derivati anni ´90".
Voglia di minimizzare ?

Secondo Bloomberg, chiudere i contratti non è stata una decisione del Tesoro, ma di Morgan Stanley, in virtù di una clausola (Termination clause) che tipicamente dà diritto a chiudere una posizione se la perdita della controparte, in questo caso l´Italia, eccede le garanzie e i margini stabiliti. Significa anche che, senza questa clausola, la perdita dello Stato sarebbe rimasta occulta.
Una perdita poi, è una perdita. Se compro un titolo a 10 euro, e poi crolla a 6, venderlo non è "meno oneroso" di tenerlo, "rinnovandolo": ho sempre perso 4 euro. Né importa se ho acquistato il titolo nel 2010 o "negli anni ´90": continuo ad aver perso 4 euro. Dare l´impressione che questo derivato sia un retaggio del passato è ingannevole: il Tesoro ha consapevolmente deciso di tenerlo in portafoglio fino a ieri.
Ventiquattro miliardi persi nei derivati, di chi è la colpa ?
I 31 miliardi di dollari, circa 24 miliardi di euro al cambio attuale, che l’Italia ha perso dal 1994 ad oggi per errate manovre sui prodotti derivati (a tutto vantaggio di un ristretto manipolo di banche estere tra cui primeggia Morgan Stanley) non sono una cifra di poco conto. 24 miliardi di euro equivalgono a più di una delle tante manovre di aggiustamento dei conti pubblici che i governi di Silvio Berlusconi e di Mario Monti hanno propinato al paese nel tentativo di salvarlo da una situazione per molti versi simile a quella di altri paesi europei.
Con 24 miliardi di euro si potrebbero ridurre tasse e accise sulla benzina, si potrebbero aumentare gli ammortizzatori sociali, si potrebbero assumere i 10.000 insegnanti precari che stanno sospesi, tanto per restare ai fatti più eclatanti.
In questa vicenda sorprende il fatto che poca attenzione sia stata dedicata dai media e dalle forze politiche e sociali a chi dovrebbe assumersi la responsabilità del danno la cui entità riportata da Bloomberg, 24 miliardi di euro, non è stata sino ad oggi smentita.
Chi nel lontano 1994 ha preso la decisione di affidarsi ai prodotti derivati, con le più lodevoli intenzioni, speriamo, portandoci ai risultati di cui sopra ? Chi in questi 18 anni non ha fatto nulla per uscire da un contratto che si rivelava sempre più un salasso per le finanze nazionali ?

1 commento:


  1. Scusate per questo messaggio imprevisto ma occorre che testimonio io non credevano più al prestito di denaro poiché tutte le banche respingevano la mia cartella, infatti io erano schedato dalla mia banca. Ma un giorno un'amica mi ha consigliato un prestatore particolare di cui mi ha dato e-mail. Ho tentato il colpo con lui inviandogli un e-mail quindi quello è andato egli lo ha aiutato con un prestito di 85.000€. Ecco sono e-mail: maurocallipo94@gmail.com

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