Capitali sui conti svizzeri: Atene arriva prima di Roma e firma con Berna
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Il modello di intesa ricalcherà quelle sottoscritte da Berna con Berlino e Londra. Una notizia importante e una boccata d’ossigeno per le finanze greche: le misure di austerità, che saranno sottoposte all’esame della troijka europea la prossima settimana, comprendono un taglio di 4,6 miliardi di euro alle pensioni statali, 1,32 miliardi in meno per gli stipendi dei dipendenti pubblici. E l’Italia, cosa aspetta?
Perso il primo treno degli accordi bilaterali con Berna, l’Unione europea si era messa di traverso, per tre motivi. Primo, è necessario un accordo comune per scongiurare anomali movimenti di capitali vista la disomogeneità dei comportamenti fiscali all’interno della casa comune. Secondo, la tassazione non può scendere sotto il 35%. Terzo e più importante, gli accordi siglati pregiudicano all’infinito la possibilità di combattere l’anonimato dietro il quale gli evasori continueranno imperterriti la pratica illegale. Intanto, però, la possibilità di fare un po’ di cassa subito sta sfumando, anche perché, nel frattempo, i partiti meno europeisti in Svizzera stanno accendendo gli animi contro quella che è considerata la vera ricchezza nazionale: il segreto bancario. E quindi, per esempio all’Italia, chiedono condizioni capestro, come quella di tassare in Svizzera i frontalieri. Fatto sta che l’incontro agostano del premier Monti con la presidente svizzera si è risolto in un cordiale, amichevole nulla di fatto. 150 miliardi di euro italiani possono continuare a dormire sonni tranquilli.
3 settembre 2012 09:11
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