giovedì 20 settembre 2012

Prepariamoci per la RESISTENZA, la difesa della PATRIA e la sovranità

www.resistenze.org - popoli resistenti - venezuela - 18-09-12 - n. 421
da Tribuna Popular - tribuna-popular.org/index.php/en/nacional4/1408-la-tarea-de-hoy-afianzar-la-voluntad-popular-y-defender-la-patria
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Il compito di oggi: rafforzare la volontà del popolo e difendere la patria
 
16/09/2012
 
Prepariamoci per la RESISTENZA e la difesa della PATRIA e della sovranità, che si trovano in grave pericolo
 
Dipartimento Ideologia del PCV*- Anche se abbiamo sulla nostra economia il dominio delle transnazionali ed è ancora necessario mantenere per molto tempo relazioni con le grandi imprese e conglomerati imperialisti, al fine di far avanzare lo sviluppo del paese verso uno stadio superiore di utilizzo delle risorse naturali e del dominio della tecnologia, non possiamo cedere di un millimetro nella lotta per la liberazione nazionale e la sovranità.
 
IL TERRORE COME MEZZO D'AZIONE DELL'OPPOSIZIONE
 
E' da molto tempo che siamo stati silenziosamente e costantemente invasi. Non è nient'altro la presenza di paramilitari colombiani, sotto la cui guida sono stati creati gruppi interni che operano apertamente in alcuni luoghi; hanno il controllo del territorio e hanno sottomesso la nostra popolazione al terrore della loro presenza. La paura si diffonde e il silenzio copre queste attività.
 
Questo avviene mentre i mezzi di comunicazione creano l'immagine di un governo attuale, che tollera il traboccare della delinquenza comune e manca la volontà politica di affrontare i violenti che attaccano campi e città. Criticano alcune tiepide misure adottate che cercano di contrastare la criminalità, mentre nelle città più importanti si dispiega il lavoro di intelligence delle organizzazioni internazionali come la NATO, con i loro visibili caschi blu.
 
L'INFILTRAZIONE DELLA CIA DI LUNGO RAGGIO
 
Dagli anni '90 del secolo scorso, quando l'imperialismo aveva previsto il brusco cambio del regime politico che si presentava in Venezuela, a scapito dei grassi profitti grassi petroliferi, nelle loro mani, ha seminato di agenti dei servizi segreti il nostro territorio, mascherandoli, come accade spesso, da ONG e tra essi alcuni che si vantavano di difendere i diritti umani, ma non si trattava di altro che un mascheramento di prova di un intervento militare diretto nel paese.
 
Così la violenza e i massacri che hanno avuto luogo negli ultimi tempi, in varie parti del paese e apparentemente senza alcun legame tra loro, approfondendone le loro cause, possiamo trovare il filo conduttore che li unisce perché in un modo o nell'altro sono collegati con gli interessi in gioco: a La Paragua per il controllo dello sfruttamento illegale di oro e diamanti a beneficio delle multinazionali situate in Guyana con la complicità interna; nel comune di La Fria, nel Tachira, con il dominio territoriale paramilitare in corso di consolidamento al confine con la Colombia lo stesso che ad Apure. Tutti anche se isolati obbediscono allo stesso ordine per creare l'immagine negativa del governo attuale non in grado di controllare i violenti.
 
DALL'INCERTEZZA, FARE SPAZIO ALL'AZIONE
 
Questi fatti vanno seminando nella coscienza del popolo la sfiducia, il dubbio, l'incertezza sul corso del processo rivoluzionario e ottengono consensi in settori molto disinformati sulla realtà che sono manipolati dai mezzi di comunicazioni al servizio dell'imperialismo. Inoltre, si crea l'immagine di uno Stato belligerante, armato, pericoloso per la regione, perché sta rompendo l'equilibrio bellico creando le condizioni per un conflitto internazionale e tante altre sciocchezze.
 
Tuttavia, il processo rivoluzionario venezuelano ha l'enorme forza di aver scelto per il suo sviluppo, il percorso più difficile e tortuoso, la via della pace, la democrazia, la partecipazione e la libertà più assoluta e completa di pensiero e di espressione di tutti i mezzi di comunicazione, senza alcuna discriminazione.
 
LA RISPOSTA POPOLARE E' L'OFFENSIVA DI MASSA
 
E' per i fattori descritti che stiamo richiamando l'attenzione sull'importanza del processo elettorale in corso che si sviluppa nel quadro del più acuto scontro sul piano dell'ideologia, per torcere la volontà popolare, indebolirla e aprire un buco nel processo rivoluzionario al fine di ritornare al dominio di coloro che hanno saccheggiato il paese per più di cento anni e desiderano tornare ai privilegi per gli imperialisti.
 
Pertanto, si richiede un'enorme offensiva popolare e di massa in modo che il popolo si manifesti con forza nelle elezioni, ribadendo la sua infrangibile volontà di continuare con il Presidente il difficile compito di costruire un mondo migliore. Dobbiamo denunciare i pericoli, le bugie e le false promesse dell'opposizione e dimostrare la necessità di andare in massa alle urne per difendere i propri risultati in tutti i modi possibili.
 
L'ORGANIZZAZIONE DELLA DIFESA
 
Ma si richiede anche di passare all'offensiva in preparazione della resistenza popolare di massa contro i piani di destabilizzazione e di guerra che sono già in pieno svolgimento, perché l'imperialismo gioca a creare le condizioni per un intervento diretto nel nostro paese.
 
Abbiamo bisogno di creare ampie reti di intelligence popolare che controllano e smascherano coloro che in un modo o nell'altro sono coinvolti nei piani menzionati: paramilitari nazionali e stranieri, narcotrafficanti grandi, medi e piccoli, criminali comuni che sono stati cooptati e pagati per incrementare i sequestri, rapine, stupri, furti, omicidi; quelli che, all'interno delle istituzioni ufficiali, le FANB e la polizia, vanno facendo il gioco dell'intervento e presentandosi come rivoluzionari non sono altro che agenti sotto copertura al servizio della controrivoluzione.
 
L'UNITA' CIVICO-MILITARE
 
Le riserva e le milizie territoriale devono essere messi in stato d'allerta immediata in modo che in collaborazione con la maggior parte delle FANB che sono fedeli al processo, agiscano con energia, con rapidità e audacia scoprendo in tempo e mettendo in sicurezza i criminali senza stato al servizio dell'imperialismo e della guerra.
 
PIANO DI MOBILITAZIONE DELLE MASSE
 
Si richiede l'organizzazione popolare e la formazione di comitati di emergenza in tutte le zone del paese al fine di attuare i PIANI D'EMERGENZA, mediante i quali si sia in grado di impedire i piani del nemico, neutralizzarli e passare alla resistenza popolare di massa e sviluppare la controffensiva con tale forza, che dimostreremo, nel campo dello scontro militare e popolare l'enorme forza della rivoluzione e la capacità di resistere e di imporre la volontà della maggioranza del nostro popolo che non vuole tornare al passato.
 
Siamo sicuri che i partiti e le organizzazioni politiche, i consigli comunali, le cooperative, i sindacati, associazioni di quartiere, organizzazioni studentesche, di quartiere, popolari, formando un AMPIO FRONTE DI DIFESA E RESISTENZA sapremo darci in tempo i meccanismi che ci permetteranno di prevenire i piani criminali in marcia.
 
COORDINARE LE AZIONI CON LO STATO MAGGIORE POLITICO MILITARE
 
La grande alleanza politica dei Partiti e movimenti che difendono la rivoluzione congiuntamente con la maggioranza della FANB, e se il caso, tutto il popolo in armi saprà difendere il processo e impedire il colpo imperialista, evitare la separazione dello Stato Zulia e di altri come programmato e mantenere la sovranità e l'integrità territoriale del Venezuela.
 
Lanceremo un'offensiva diplomatica per rafforzare la solidarietà con il nostro paese e la nostra rivoluzione in corso.
 
Prepariamoci per uno scontro elettorale che con una grande maggioranza elettorale rieleggerà l'indiscusso leader del processo, Hugo Chavez Frias, ma stiamo anche pronti per la resistenza e la difesa della patria e della sovranità, che sono in grave pericolo.
 
(*) Documento tratto da Tribuna Popular N.128, scritto da Italo Gonzalez

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