martedì 9 ottobre 2012

I partiti e i politici: delegittimati

RAPPRESENTANZA, CORRUZIONE E RIVOLUZIONE

Scandalo dopo scandalo, si compone il quadro d’insieme di ciò che i politici e i partiti effettivamente fanno, perseguono, negoziano: la lottizzazione e l’intercettazione delle risorse pubbliche e delle prebende private, lecite e non.
Nessuno di loro può dire di essere diverso, di essere onesto, che si tratta di mele marce isolate o isolabili. Tutti sapevano di che vive il sistema politico-amministrativo, i partiti. Hanno scientemente accettato di far parte di esso, vi hanno trovato il loro posto, il loro reddito. Non mi risulta che qualcuno abbia solo sbirciato dentro, e poi si sia ritirato in disgusto e denunciando le mangerie.     Nel web (http://www.youtube.com/watch?v=ngWs2j_T6p0&feature=related) si trovano accuse allo stesso Giorgio Napolitano, oggi fustigatore dell’immoralità politica, di essersi fatto rimborsare, come parlamentare europeo, il prezzo pieno dei biglietti aerei, € 900, quando invece viaggiava low cost a 90. La cosa suscitò scandalo in Germania nel 2004.
 Soprattutto non possono non sapere  i dirigenti, i segretari, i parlamentari, i membri del governo, i consiglieri e governatori regionali, etc. etc. Volete che i vertici dei rispettivi partiti non sapessero che cosa facevano Penati, Lusi, Fiorito? Avete dimenticato gli studi criminologici da cui risultavano le quote di spartizione tra DC, PSI, PSI, cioè 40-40-20%? Persino chi giurava guerra al sistema e strillava, si è di regola fatto assimilare.
Sono dunque tutti compartecipi, tutti politicamente e moralmente omologati, anche se non tutti penalmente colpevoli. Non è possibile risanare il sistema togliendo singoli elementi, le mele marce.
Non è possibile, perciò, risanare-rinnovare il sistema per via giudiziaria: i pm e i giudici trattano per legge esclusivamente casi singoli e limitatamente ai profili penali, mentre il male è dell’insieme e non limitato all’aspetto penale. Non è possibile nemmeno se i pm forzano la realtà ravvisando reati in comportamenti che reato non sono.
L’avv. Carlo Taormina ha ragione: il reato commesso da Fiorito non è il peculato – delitto grave, a danno della pubblica amministrazione e perseguibile d’ufficio, e che consiste nel prendersi beni o denari pubblici – bensì l’appropriazione indebita – reato lieve, che consiste nel prendere o trattenere beni o denari privati di cui si ha il possesso, e che non è perseguibile d’ufficio, ma solo a querela del privato danneggiato, ossia, nella fattispecie, del PDL o del gruppo consiliare. Anzi, siccome è chiaro che i partiti, nella realtà empirica, si fanno e si gestiscono proprio per procurare quei guadagni privati, e altri, così come una società imprenditoriale si fa per procurare guadagni ai soci, allora non c’è nemmeno l’appropriazione indebita. Fiorito ha riscosso dividendi sull’utile aziendale.
Ad essere franchi, ci troviamo al cospetto di un crimine più grave, ma non previsto e non punito ossia l’associazione per delinquere della classe politica, finalizzata a distrarre beni e denari pubblici per realizzare profitti privati, facendo transitare il grisbi attraverso rimborsi elettorali ai partiti,  gruppi parlamentari, consiliari, giornali di partito, fondazioni, altre forme di spesa pubblica; transito  realizzato attraverso atti legislativi e deliberativi di vari livelli.

I partiti e i politici sono legittimati ad esistere al fine dello svolgimento di due precise funzioni:
-rappresentare i cittadini, collegandoli alle istituzioni;
-gestire la cosa pubblica bene e nell’interesse generale.
Lo fanno?
No.
Non rappresentano i cittadini, ma gruppi di interesse particolari, compreso il proprio gruppo o casta; e gestiscono la cosa pubblica molto male e nell’interesse di quei gruppi particolari, nonché di interessi stranieri. Costano, nuocciono, non rappresentano, sono privi di legittimazione.

L’azione risanante a una simile degenerazione non può essere interna al sistema malato, perché per riuscire deve eliminarlo; non può venire dal palazzo, né dai tribunali, né dalle urne – e in effetti non è venuta, nonostante Mani Pulite, nonostante le riforme elettorali, nonostante i cambi di maggioranze, di moneta, di nome dei partiti… la matrice di mentalità, di prassi, di formazione è sempre quella, e non la si cambierà  mettendo in pista un trentenne carino e un omosessuale dichiarato.
L’azione realmente riformante può essere solo esogena al sistema: la rivoluzione popolare, che spazza via tutti, o la conquista straniera. Si sta realizzando la seconda, attraverso lo spread, il debito, le cessioni di sovranità. Una conquista capitalistica. Senza che nessun politico rilevi che la formalizzazione della subalternità della posizione italiana entro il MES e gli altri apparati europei cui si sta cedendo la sovranità è in conflitto con l’art. 11 della Costituzione, che consente la limitazione della sovranità nazionale solo sulla base della parità. Il take-over del capitalismo straniero, segnatamente tedesco, è oramai tanto avanzato e difficilmente reversibile, che il regime italiano (o europeo? eurotedesco?) può permettersi, per recuperare consenso popolare mentre porta a compimento l’operazione, di sforbiciare – magari per ora solo sulla carta – qualche mangeria dei livelli inferiori della politica, per qualche centinaia di milioni: Ovviamente  non può colpire quelle dei livelli alti, per centinaia di miliardi. E soprattutto alleggerendo, dietro l’ostentazione di controlli fiscali teatrali  quanto stupidi, i controlli seri sui principali evasori fiscali, ossia banche e assicurazioni, come risulta dal seguente comunicato:

“Dall’indagine è emerso che, in Italia, i principali evasori sono gli industriali (32,7%) seguiti da bancari e assicurativi (32,2%), commercianti (10,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%). …  “Per combattere l’evasione fiscale bisogna privilegiare i controlli sostanziali sui grandi contribuenti anziché quelli formali fatti sui lavoratori dipendenti/ autonomi – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – E’ necessario riformare il fisco italiano e la riscossione dei tributi, istituendo Lo Sportello del Contribuente presso tutti gli organi diretti ed indiretti della pubblica amministrazione, seguendo ciò che avviene nei principali paesi europei. I grandi contribuenti sono diventati maestri nell’evasione fiscale e la stanno esportando anche negli altri paesi europei. “.> CONTRIBUENTI.IT – ASSOCIAZIONE CONTRIBUENTI ITALIANI   > staff@contribuenti.it

E allora, realisticamente, meglio seguire le indicazioni del Prof. Claudio Pioli, già deputato nella “legislatura breve”, e propugnatore dei principi di F. von Mises:
In una situazione in cui molte variabili hanno comportamenti rigidi o anelastici che dir si voglia, quali i consumi di base in gran parte “primari” della popolazione, non resta che avere il coraggio richiesto ad altri paesi in altre sedi: cancellare la metà del debito pubblico per ritornare nei parametri di Maastricht (60% del PIL).
Sappiamo infatti che la vera lotta all’evasione che conta non verrà mai fatta, per cui è meglio ridimensionare il debito, che non si rimborserà mai a tassi “liberi” di mercato (in quanto il tasso d’interesse deve misurare, tra l’altro, il rischio d’insolvenza dell’emittente…), sia cancellandone una parte del valore nominale (sostituzione dei titoli di credito o cancellazione delle scritture informatiche, quando non esiste la sostanza, diciamo così, cartolare del credito), sia realizzando in cinque anni 500 miliardi di introiti dalla vendita di beni pubblici.

Ma per riuscire a venderli, bisogna che il mercato torni a tirare, che i soldi girino, quindi bisogna dar crediti ragionevoli alle imprese produttive, abbattere le tasse sugli immobili e sul lavoro, e rilanciare gli investimenti infrastrutturali di lungo termine.

08.10.12 Marco Della Luna

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